Via libera politico al nuovo sistema europeo per i rimpatri
Accordo politico raggiunto ieri in tarda serata tra Parlamento europeo e Consiglio sulla nuova normativa che riforma il sistema europeo dei rimpatri dei cittadini di Paesi terzi privi del diritto di soggiorno nell’Unione. La nuova regolamentazione punta a rendere le procedure più rapide, semplici ed efficaci, introducendo un vero sistema europeo comune. Tra le principali novità figurano il riconoscimento reciproco delle decisioni di rimpatrio tra gli Stati membri e un ordine europeo di rimpatrio valido in tutta l’Unione, con l’obiettivo di superare l’attuale frammentazione normativa. Le nuove regole prevedono misure più severe per chi rappresenta un rischio per la sicurezza, per chi si sottrae alle autorità o per chi non rispetta i termini di partenza volontaria. Saranno possibili obblighi di presentazione periodica alle autorità, garanzie finanziarie e l’assegnazione di luoghi di residenza specifici. Il regolamento introduce inoltre la possibilità di istituire centri di rimpatrio in Paesi terzi, a condizione che vengano rispettati i diritti fondamentali e il principio internazionale di non respingimento. La Commissione sottolinea che tutte le procedure dovranno comunque garantire il pieno rispetto dei diritti umani e delle norme internazionali. La riforma arriva mentre il tasso effettivo di rimpatrio nell’Unione è salito al 28% nel 2025, il livello più alto dell’ultimo decennio, ma ancora considerato insufficiente dalle istituzioni europee. Con le nuove regole, Bruxelles punta ad aumentare significativamente l’efficacia del sistema e a rafforzare la cooperazione con i Paesi di origine per facilitare i rientri.
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