Xi vuole Taiwan e il Kuomintang può essere la chiave per averla
"L'Occidente è concentrato su Iran e Ucraina, ma ieri a Pechino c'è stato un importante incontro tra Xi Jinping e la segretaria del Kuomintang, Cheng Li-Wun. Il Kuomintang, anche se non è al Governo, ha la maggioranza relativa nel Parlamento di Taiwan. Se il Kuomintang, favorevole alla riconciliazione con la Cina, vincerà le presidenziali del 2028, Xi potrebbe riunificare la Cina senza alcuna guerra". Lo afferma Giorgio Cuscito, analista di Limes e studioso di geopolitica della Cina, in un intervento al corso di Formazione missionaria nella Sala della Conciliazione di palazzo Lateranense. Cuscito crede che la Cina non risentirà più di tanto della mancanza del petrolio proveniente da Iran e Venezuela. "Il carbone - afferma Cuscito - rappresenta il 52% del paniere energetico della Cina. I principali fornitori di petrolio sono sempre stati Russia, Arabia Saudita e Iraq, non Iran e Venezuela. Oggi la Cina è contenta che gli Usa siano impegnati nelle crisi mediorientali. La guerra in Iran avvantaggia la Cina".
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