Alla Camera si celebrano i 125 anni di relazioni diplomatiche tra Italia ed Ecuador

Mag 10, 2025 - 08:21
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Alla Camera si celebrano i 125 anni di relazioni diplomatiche tra Italia ed Ecuador

Il 6 maggio del 1900 Wilfrido Venegas informava il ministero degli Esteri dell’Ecuador che aveva presentato le lettere credenziali che lo accreditavano come Inviato straordinario e ministro plenipotenziario dell’Ecuador presso il Regno d’Italia. Ebbero così inizio le relazioni diplomatiche tra Roma e Quito, 125 anni di “amicizia” che i due Paesi intendono celebrare con un una serie di iniziative presentate oggi alla Sala stampa della Camera dei deputati. Tra Italia ed Ecuador c’è “un legame che ha resistito alle sfide del tempo”, ha detto Fabio Porta, deputato eletto nella circoscrizione America meridionale, membro della commissione Esteri. Sottolineata la qualità e intensità delle relazioni bilaterali – culturali, politiche e umane, che affondano nella migrazione “antica e significativa” degli italiani oltre Oceano – Porta ha ricordato che l’Ecuador è “un Paese che offre importanti opportunità economiche” e annunciato che si sta lavorando all’invio di una missione parlamentare nel Paese andino. Iniziativa quest’ultima appoggiata anche dal deputato Pino Bicchielli, altro “padrone di casa” dell’evento: “è giusto che i 125 anni vengano celebrati in una maniera corretta”, ha detto Bicchielli segnalando che le “solide relazioni” esistenti posano su “un principio fondamentale”, quello del rispetto reciproco. “E c’è una grande condivisione di valori”, ha aggiunto. Peraltro, “l’Ecuador vive un momento di grande rinnovamento, con un presidente appena rieletto, Daniel Noboa, il cui impegno per contrastare la violenza merita grande apprezzamento”, ha sottolineato Bicchielli ricordando che le crisi di sicurezza non sono più solo “locali”. L’Italia è un “partner strategico per l’Ecuador”, ha detto l’ambasciatore a Roma, Esteban Moscoso Bohman, referente di una comunità di circa 60 mila connazionali, cui vanno aggiunti gli oltre 30mila con doppia cittadinanza. Per sintetizzare la qualità dell’integrazione tra i due popoli, l’ambasciatore ha ricordato – a titolo di esempio -, che Furio Valbonesi, padre della attuale “primera dama” Lavinia, era italiano. E sangue italiano scorre anche nella famiglia di Anabella Azin, madre del presidente Noboa. Per commemorare i 125 anni di relazioni, lo staff diplomatico lavora a un fitto calendario di attività da svolgere tanto in Italia quanto in Ecuador: si parla, tra le altre cose, di una nuova riunione del meccanismo di consultazioni politiche bilaterali, di appuntamenti concertistici, di una serie di mostre pittoriche e anche di una partita di calcio. Nel sempre delicato contesto politico globale, il fatto che “due Paesi condividano gli stessi valori o gli stessi sistemi giuridici è sempre più importante”, ha detto Laura Carpini, direttore centrale per i Paesi dell’America latina e Caraibi del ministero degli Esteri. Italia ed Ecuador “sono uniti nel perseguire obiettivi globali comuni, come quello di una crescita sostenibile e la lotta al cambiamento climatico e nell’impegno sul delicatissimo tema del contrasto alle narco mafie”. Minacce “transnazionali” che confermano che nessuno “può farcela da solo”, ha insistito Carpini ricordando che la cooperazione è elemento ineludibile del rapporto. Centrale in questo senso l’intervento che Roma, tramite l’Istituto internazionale italo-latinoamericano (Iila), ha svolto in Ecuador nell’ambito del El PAcCTO, strumento di cooperazione giudiziaria internazionale finanziato dall’Unione europea per rafforzare la sicurezza e la giustizia in 18 Paesi dell’America Latina. Un programma che ha portato a risultati concreti, ha detto il magistrato Giovanni Tartaglia Polcini, vice direttore de El PAcCTO 2.0, citando l’esperienza fatta nel mondo carcerario. “In Ecuador si era registrata da tempo una occupazione massiccia dei penitenziari, quasi una acquisizione integrale, tramite reclutamento di detenuti, proselitismo, addestramento”, ha detto il magistrato descrivendo un’attività di cooperazione di ampio respiro, “con la presenza fissa di un nostro magistrato a Quito, seguito dalla nostra ambasciata in loco”: “In un anno e sei mesi di tempo abbiamo azzerato le morti violente in carcere. Non ci siamo limitati ad esportare la normativa dal punto di vista del circuito penitenziario, con l’applicazione del 41 bis, la separazione dei detenuti più pericolosi da quelli meno, ma abbiamo sviluppato squadre di intervento urgenti, presidi tecnologici e formato più di mille agenti penitenziari”.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.