Anche la Slovenia va sempre più a destra

Giu 7, 2026 - 00:40
 0  49
Anche la Slovenia va sempre più a destra

Janez Janša, storico leader del Partito Democratico Sloveno (SDS) e nuovo primo ministro del paese, sta scegliendo i ministri del suo prossimo governo, che è già stato descritto come il più a destra della storia democratica del paese. Oltre all’SDS ne faranno parte i Democratici, Focus, Nuova Slovenia e il Partito Popolare Sloveno, tutti di centrodestra. Insieme questi partiti controllano 43 seggi su 90 e non raggiungono quindi la maggioranza, motivo per cui il governo dovrà fare affidamento anche sull’appoggio esterno dei cinque deputati di Resni.ca, un partito fondato nel 2021 con posizioni euroscettiche, filorusse e complottiste: tra le altre cose protestò contro le restrizioni imposte durante la pandemia di Covid-19, e più di recente ha proposto di organizzare un referendum per ritirare la Slovenia dalla NATO. Janša è già stato primo ministro tre volte fra il 2004 e il 2022, e negli ultimi anni ha spostato sempre più a destra le sue posizioni. Ha detto che tra le sue priorità ci saranno la riduzione della burocrazia e delle tasse per le aziende e la lotta alla corruzione. In generale però durante la campagna elettorale ha cercato di parlare il meno possibile di temi ideologici e ha anche scelto un approccio conciliante con l’Unione Europea: dopo essere stato eletto ha scritto alla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, che «la Slovenia rimane un partner affidabile e impegnato nella costruzione di un’UE resiliente, competitiva e sicura». Allo stesso tempo, molti temono che presto Janša metterà in atto politiche molto conservatrici, incalzato dall’appoggio di Resni.ca, il cui leader Zoran Stevanovic è stato eletto a sorpresa presidente del parlamento. Già durante il suo precedente mandato, tra il 2020 e il 2022, Janša aveva promosso politiche che avevano intaccato l’indipendenza della giustizia e della stampa, sul modello dell’Ungheria dell’ex primo ministro Viktor Orbán, di cui Janša è sempre stato un ammiratore, oltre che un alleato. Il governo non è ancora stato formato, ma alcuni parlamentari hanno già presentato proposte di legge che sembrano andare in questa direzione: per esempio una che avrebbe come conseguenza l’indebolimento dei sindacati, e un’altra che propone di erigere un monumento che ricorda i cittadini sloveni che collaborarono con i nazisti e con i fascisti durante la Seconda guerra mondiale e che furono poi uccisi dai partigiani comunisti guidati Josip Broz Tito, poi diventato dittatore della Jugoslavia. Quest’ultima proposta è stata criticata dai partiti di opposizione e da Zoran Jankovic, sindaco della capitale Lubiana, dove il monumento dovrebbe essere posto: nel 1942 l’esercito italiano di Benito Mussolini circondò Lubiana con un filo spinato per impedire i contatti fra la popolazione e i partigiani, in un episodio traumatico ancora molto sentito. L’amministrazione della città non gradirebbe quindi un monumento che celebra chi collaborò con le forze occupanti. A livello europeo, Janša potrebbe decidere di allearsi con il primo ministro ceco Andrej Babiš e con il presidente slovacco Robert Fico, creando un blocco conservatore che dovrebbe sostituire, almeno parzialmente, le posizioni rappresentate da Orbán, che ad aprile ha perso le elezioni e non è più primo ministro. Janša è inoltre in ottimi rapporti con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Fra il 2022 e il 2026 l’ex primo ministro sloveno Robert Golob, di centrosinistra – che ha vinto di pochissimo le ultime elezioni, ma non è riuscito a formare una maggioranza – aveva preso una posizione molto critica nei confronti di Israele: aveva riconosciuto la Palestina come stato nel 2024 e aveva fatto issare le bandiere palestinesi sulla facciata degli edifici pubblici di Lubiana.

Qual è la tua reazione a questa notizia?

like

dislike

love

funny

angry

sad

wow

Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.