La lettera sfida di Zelensky a Putin, 'ormai dipendi da Xi e Kim'

Giu 7, 2026 - 00:42
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La lettera sfida di Zelensky a Putin, 'ormai dipendi da Xi e Kim'

Una mano tesa verso la pace ma anche una vera e propria sfida allo zar, talmente in difficoltà sul campo e sul fronte interno da essere costretto a dipendere da Xi Jinping e (addirittura) da Kim Jong-un. Senza contare il rischio di essere spodestato come tanti altri leader della storia russa. C'è tutto questo nella lettera aperta che Volodymyr Zelensky ha indirizzato a Vladimir Putin. Un colpo non da poco all'orgoglio nazionalista del presidente russo, messo quasi a nudo davanti al suo popolo con parole incalzanti e pungenti. "Quando sei salito al potere - si apre la missiva - molti in Ucraina ti vedevano di buon occhio. Ma ora tutto questo appartiene al passato. Hai completamente cambiato l'agenda delle nostre relazioni e trascorso quasi metà dei tuoi 26 anni al potere a farci la guerra. Qualunque cosa tu possa dire su Nato, geopolitica o lingua russa, questa guerra è una tua scelta personale: una guerra senza una vera causa. È così che la storia la ricorderà". "Ormai accettano con meno serenità la realtà. A loro non piacciono i nostri droni e missili, la carenza di benzina, l'aumento dei prezzi, le restrizioni costanti. Sì, è ancora possibile costringere i russi a vivere in questo modo. Ma le risorse a disposizione si stanno riducendo drasticamente. Non avrete abbastanza denaro o capitale politico per continuare ad acquistare la lealtà dei russi come finora". "Se la guerra andrà avanti l'Ucraina continuerà a lottare. Ma tu dovrai lottare molto più duramente per la tua stessa esistenza. Non è una minaccia da parte mia o dell'Ucraina. È un fatto della storia russa che conosci bene: quando la Russia si stanca, arriva il cambiamento". "Molti non credevano che l'Ucraina sarebbe stata in grado di resistere così a lungo. Nemmeno tu ci credevi, come quelli che ti hanno consigliato. È stato un errore". "Abbiamo portato la guerra sul vostro territorio e non sareste stati in grado di affrontarla senza l'aiuto della Corea del Nord. Sei il primo leader della Russia a rivolgersi a Pyongyang per chiedere assistenza. E oggi dipendete completamente dalla Cina, cosa che non si è mai verificata nella storia della Russia". "Non aver paura di imboccare la via d'uscita dalla guerra. Questa è la cosa principale che ti viene richiesta ora. La scelta è tua. Propongo un dialogo diretto tra me e te. Esistono Paesi che tradizionalmente ospitano leader per risolvere questioni di guerra e di pace. La Svizzera, la Turchia, i Paesi del mondo arabo: molti sono disposti a ospitarci". "L'Ucraina è pronta per un cessate il fuoco completo per tutta la durata dei negoziati. Questa è la prassi standard, il modo migliore per iniziare a dialogare. E siamo pronti a uno scambio di prigionieri. Occorre adottare misure per il rimpatrio dei civili e dei bambini che sono stati deportati e stabilire - si chiude la lettera - quale futuro attende le generazioni di ucraini e russi dopo di noi".

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.