Anziani sempre più malati d’ansia, "boom" di spesa per gli psicofarmaci
Anziani vittime dell’ansia. Si candidano a essere il nuovo consumatore di psicofarmaci. A fare luce sul fenomeno è il vicepresidente vicario della Federazione italiana medici di Medicina generale (Fimmg), Pierluigi Bartoletti. “L’anziano - rivela - si sta dimostrando la figura più esposta a fare uso di psicofarmaci. Si tratta del pensionato ultrasessantacinquenne che ha smesso di lavorare, magari 12 ore al giorno, e d’improvviso si ritrova a non far niente: non ha hobby, passioni, interessi. Prima lo chiamavano in tanti, adesso il telefono non squilla più. Con queste premesse - continua Bartoletti - è facile arrivare allo psicofarmaco. Si comincia col passaparola, si viene a conoscenza del prodotto che fa al caso e si finisce per abusarne rischiando l’assuefazione. Così - avverte il vicepresidente Fimmg - il rimedio è peggiore del male. L’ansia non è una malattia, è un sintomo. E assumendo lo psicofarmaco non si guarda al problema, si affrontano solo le conseguenze. Le benzodiazepine - tiene a precisare Bartoletti, che è anche segretario provinciale romano della stessa sigla - per gli anziani sono sconsigliate: possono causare problemi a cuore, cervello, ossa e muscoli e, per esempio, possono aumentare, anche di tanto, il rischio di cadute. Negli altri Paesi europei - considera il medico - questi farmaci a certe persone sono addirittura vietati”.
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