Assarmatori critica Bruxelles, ma anche Roma, per quanto stanno facendo per decarbonizzare lo shipping

Giu 21, 2026 - 00:19
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Assarmatori critica Bruxelles, ma anche Roma, per quanto stanno facendo per decarbonizzare lo shipping

L'accordo preliminare tra USA e Iran per la fine delle ostilità, con entrambe le parti che rivendicano a sé sia l'esito positivo del conflitto che dell'intesa, non sembra aver affatto dissolto le preoccupazioni dell'industria marittima, e non solo di questa, per il blocco del traffico navale nello Stretto di Hormuz. Il fermo navale pressoché totale è ancora in vigore e gli annunci dell'amministrazione americana di un prossimo ripristino dei transiti sono accolti con dubbio dai responsabili dello shipping. Così anche dal presidente di Assarmatori, Stefano Messina, che questa mattina, nel corso della sua relazione all'annual meeting dell'associazione armatoriale tenutasi a Roma, ha definito «chiaramente positiva» la notizia dell'accordo fra Stati Uniti e Iran, specificando che «tuttavia in questi mesi gli annunci di un'interruzione del conflitto o comunque di una tregua sono stati diversi e purtroppo non sono mai seguiti i fatti. Il trasporto marittimo - ha evidenziato Messina - ha bisogno di certezze per poter operare in sicurezza, per questo ritengo che le navi rimaste bloccate nel Golfo Persico proveranno a uscirne non appena possibile, ma un ritorno alla normalità nello Stretto di Hormuz non sarà immediato, serviranno diversi giorni per capire se questa volta si potrà tornare davvero a navigare con le necessarie garanzie, in primis a tutela degli equipaggi». «Nell'attesa di conoscere i dettagli dell'accordo, tuttavia - ha precisato il presidente di Assarmatori - rifuggiamo qualsiasi ipotesi di un pedaggio per attraversare lo Stretto, fatto che sarebbe contrario al principio della libertà di navigazione». Se perplessità permangono circa un prossimo ritorno alla normalità del traffico navale attraverso lo Stretto di Hormuz, Assarmatori non nutre alcun dubbio circa l'impatto negativo sull'industria marittima delle recenti politiche dell'Unione Europea, in particolare quelle per la decarbonizzazione dello shipping con la sua inclusione nel sistema europeo di scambio di quote di emissioni EU ETS. «L'Europa - ha denunciato Messina - sembra vivere fuori dalla realtà. Continua a irrigidire le norme vigenti come se fosse ignara del contesto geopolitico e non fosse al contrario chiamata ad aumentare la competitività delle imprese europee anziché affossarle. Stiamo andando fuori mercato, non possiamo pensare di vincere la competizione globale se la UE resta ferma e dentro a una logica esclusivamente regolatoria decisa dai tecnocrati». «I danni generati al settore dell'automotive - ha proseguito il presidente di Assarmatori - sono evidenti. Per il trasporto marittimo chiediamo una revisione coraggiosa del sistema ETS per tutelare i tre segmenti più esposti: i collegamenti con le isole, che vanno esclusi da questo regime, le Autostrade del Mare e il transhipment di container. In questo contesto internazionale così difficile e frammentato, l'Italia e l'Europa restano a galla proprio grazie allo shipping e alla sua straordinaria capacità di adeguarsi ai grandi sconvolgimenti in poco tempo e in modo efficiente. Non possiamo permettere che questa straordinaria leva economica venga minata da assurde decisioni assunte a Bruxelles senza la minima traccia di un confronto democratico e che poi a Roma - ha precisato Messina includendo nella recriminazione anche le decisioni della politica italiana - i fondi generati da questa tassazione vengano dispersi in mille rivoli, anziché essere destinati proprio al trasporto marittimo per investimenti legati alla decarbonizzazione, come prevede la stessa direttiva, e vengano decisi vincoli geografici per il rinnovo delle flotte ispirati a un protezionismo fuori dalla realtà, dal mercato e da qualsiasi logica commerciale». Messina ha menzionato altre strade che i decisori politici potrebbero scegliere per decarbonizzare l'industria marittima, e in particolare quella dell'energia nucleare: «non dobbiamo farci condizionare - ha spiegato - da fattori esterni - e guardare i fatti. Numerosi progetti pilota legati al comparto marittimo, con al centro il nucleare di IV Generazione e i cosiddetti Small Modular Reactors, dimostrano la fattibilità tecnica e i benefici in termini di decarbonizzazione. L'impiego di reattori nucleari a bordo delle navi presenta indubbi vantaggi anche dal punto di vista logistico, poiché elimina la necessità di disporre di supply chain dedicate alle diverse tipologie di combustibili alternativi, che dovrebbero essere capillarmente distribuite nei vari Paesi per garantire la disponibilità del carburante nelle aree operative delle navi». Il presidente di Assarmatori si è soffermato anche sul tema del lavoro. «È un dato di fatto - ha sottolineato - che il costo del lavoro marittimo rappresenti una delle principali voci di spesa per le imprese armatoriali e che incida in misura significativa sulla competitività delle nostre imprese. Per questo motivo, chiediamo, e non da ora, il ripristino della decontribuzione per i marittimi impiegati nei collegamenti di corto raggio, che sono tutti italiani. E parliamo di servizi che in molti casi costituiscono l'unico e indispensabile strumento di mobilità per le popolazioni insulari e per la continuità territoriale del Paese».

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.