Bosnia-Erzegovina: l’Unione europea rafforza la ricerca delle persone scomparse
L’Unione europea ha consegnato nuove attrezzature specializzate per l’analisi del DNA all’Agenzia per gli esami forensi della Bosnia-Erzegovina, con un investimento di oltre 138 mila euro destinato a rafforzare le capacità del Paese nell’identificazione delle persone scomparse durante il conflitto degli anni Novanta. Le nuove apparecchiature consentiranno di migliorare l’analisi dei campioni biologici e rendere più sostenibile nel lungo periodo il processo di identificazione delle vittime. Il progetto è stato realizzato con il supporto tecnico della Commissione internazionale per le persone scomparse, che ha fornito formazione agli operatori e assistenza scientifica.
L’Unione europea sottolinea però che, per rendere il laboratorio pienamente operativo, sarà necessario assumere nuovi analisti specializzati e garantire un impegno costante da parte delle istituzioni bosniache. Finora il Paese ha ottenuto risultati considerati un modello a livello internazionale, riuscendo a identificare oltre il 75% delle persone denunciate come disperse grazie alle tecniche del DNA. Restano tuttavia ancora più di 7.000 casi da risolvere. Bruxelles e la Commissione internazionale per le persone scomparse ribadiscono quindi il loro sostegno alle autorità bosniache affinché il lavoro di identificazione possa proseguire, offrendo risposte alle famiglie che attendono ancora di conoscere il destino dei propri cari e contribuendo al rafforzamento dello Stato di diritto nel percorso di avvicinamento del Paese all’Unione europea.
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