Condannati in primo grado i capi ultrà di Milan e Inter: pene fino a 10 anni e risarcimenti per i club e la Lega Serie A
Si è concluso con pesanti condanne il processo di primo grado che ha coinvolto i capi ultrà delle tifoserie di Milan e Inter. Il procedimento è nato dalle indagini che, nel settembre scorso, avevano portato al maxi blitz denominato “Doppia Curva”, messo in atto da Polizia e Guardia di Finanza, con 19 arresti complessivi. Tutti i 16 imputati sono stati condannati, e tra questi spiccano le figure di Andrea Beretta e Luca Lucci, rispettivamente leader delle curve interista e milanista. Entrambi hanno ricevuto la pena massima di 10 anni di reclusione. Andrea Beretta, ormai ex capo della curva Nord e collaboratore di giustizia dalla fine del 2024, era accusato di essere a capo di un’associazione per delinquere finalizzata a violenze ed estorsioni. È stato riconosciuto responsabile anche dell’omicidio di Antonio Bellocco, figura legata alla criminalità organizzata e dirigente del tifo nerazzurro. In virtù della sua collaborazione, Beretta ha ottenuto attenuanti e ha fornito informazioni utili a risolvere anche il caso dell’uccisione del noto ultrà Vittorio Boiocchi, avvenuto nel 2022. Luca Lucci, detto “il Toro”, leader carismatico della curva Sud milanista, è stato riconosciuto mandante del tentato omicidio dell’ultrà Enzo Anghinelli, avvenuto nel 2019. Anche per lui l’accusa principale è associazione per delinquere. Durante il processo, Lucci si è più volte difeso, arrivando a dichiarare di essersi recato ad Arcore per discutere di calcio con Silvio Berlusconi. In segno di solidarietà con gli imputati, un gruppo di ultrà del Milan ha organizzato un presidio nei pressi dell’aula bunker, non lontano dal carcere di San Vittore, dove si è svolta la sentenza.
Qual è la tua reazione a questa notizia?