Corte di giustizia UE: ok alle norme francesi su pornografia e segnalazione dei controlli stradali
L’avvocato generale della Corte di giustizia dell’Unione europea, Maciej Szpunar, si è espresso su due casi che riguardano la legittimità di alcune norme francesi in relazione alla direttiva sul commercio elettronico. La Francia ha introdotto due misure contestate: una che impone ai siti pornografici di adottare sistemi per impedire ai minori di accedere ai contenuti e un’altra che vieta alle app di assistenza alla guida basate su geolocalizzazione (come Coyote) di segnalare determinati controlli stradali, in particolare quelli rivolti a fermare soggetti pericolosi o ricercati. Le aziende coinvolte nei ricorsi, una con sede nella Repubblica Ceca e l’altra in Francia, ritenevano che queste regole violassero il principio dello "Stato d’origine" previsto dalla direttiva europea, secondo cui un servizio online deve rispettare solo le regole del Paese in cui ha sede. L’avvocato generale ha però concluso che entrambe le misure francesi rientrano legittimamente nel cosiddetto "ambito regolamentato" della direttiva. Di conseguenza, secondo il diritto UE, uno Stato può prevedere restrizioni di questo tipo se servono a tutelare l’ordine pubblico, la sicurezza o i diritti fondamentali, come la protezione dei minori. Inoltre, nel caso del servizio di geolocalizzazione Coyote, Szpunar ha spiegato che non può essere considerato un semplice "servizio di hosting", e quindi non gode della protezione prevista dalla direttiva per questi soggetti. In sintesi, secondo l'avvocato generale, le leggi francesi sono compatibili con la normativa dell'Unione europea e non violano il principio dello Stato d’origine. Ora spetterà alla Corte di giustizia pronunciarsi ufficialmente, ma spesso le sue decisioni seguono le conclusioni dell’avvocato generale.
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