Corte di Giustizia UE: tutela rafforzata per l’unità familiare dei cittadini europei minorenni
La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che una madre extracomunitaria può ottenere un diritto di soggiorno derivato in uno stato dell’UE per continuare a vivere con il figlio minorenne, cittadino di quel Paese, anche se possiede già un diritto di soggiorno in un altro Stato membro. La vicenda riguarda una donna che vive nei Paesi Bassi con il marito, cittadino olandese e marocchino, e con il figlio nato nel 2015. Le autorità olandesi avevano respinto la sua richiesta di soggiorno sostenendo che avrebbe potuto trasferirsi in Spagna insieme al bambino. Nella sentenza di stamane, la Corte ha però evidenziato che il minore dipende da entrambi i genitori e che un trasferimento potrebbe compromettere la sua vita familiare. I giudici europei hanno sottolineato che il diritto dell’Unione tutela non solo la cittadinanza europea del minore, ma anche il suo interesse superiore e il diritto a mantenere rapporti regolari con entrambi i genitori. Nel caso specifico dovranno essere valutati anche fattori come l’integrazione del bambino nei Paesi Bassi, la lingua parlata e le sue particolari esigenze educative. La sentenza rafforza il principio secondo cui l’interesse del minore deve prevalere nelle decisioni relative al soggiorno dei familiari.
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