Corte UE: Rimpatri, più tutele per i familiari di cittadini europei
La Corte di giustizia dell'Unione europea ha rafforzato, in una sentenza pronunciata stamane, le garanzie per i cittadini di Paesi terzi che hanno legami familiari con cittadini europei. Il caso riguarda un cittadino straniero residente da molti anni in Ungheria, padre di due figli ungheresi, al quale è stato negato il permesso di soggiorno e successivamente imposto il rimpatrio per motivi di sicurezza nazionale sulla base di informazioni riservate mai rese note né a lui né alle autorità competenti. Secondo la Corte, le autorità nazionali devono valutare attentamente la situazione familiare e verificare se il rimpatrio possa costringere anche il cittadino dell'Unione, in questo caso i figli, a lasciare il territorio europeo.
I giudici affermano inoltre che una decisione fondata esclusivamente su un parere segreto e non motivato viola il diritto dell'Unione, perché impedisce all'interessato di conoscere le ragioni del provvedimento e di difendersi efficacemente davanti a un giudice. Pur riconoscendo che alcune informazioni possano restare riservate per motivi di sicurezza, la Corte ribadisce che deve essere comunque garantito il diritto a un ricorso effettivo e a un equo procedimento.
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