Cospito: 'Con il 41bis ti impediscono di esistere'

Mag 22, 2026 - 00:18
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Cospito: 'Con il 41bis ti impediscono di esistere'

"E' emozionante stare qui, perché l'ultima volta che ho potuto vedere facce amiche è stata un anno e mezzo fa e all'epoca c'erano Sara e Sandrone che ora sono morti, e non ho potuto dare loro la mia solidarietà perché qua dentro il mio isolamento è totale, ti proibiscono di esistere". Torna a parlare Alfredo Cospito, l'anarchico da anni in regime di 41 bis, e lo fa in videocollegamento dal carcere di Sassari nel corso di un processo a Bologna a carico di sei militanti accusati, a vario titolo, di danneggiamento e interruzione di funzione religiosa per fatti del 2022. Per il 59enne lo scorso 30 aprile il ministero della Giustizia ha rinnovato per altri due anni il carcere duro. OLIVBLAD fa da palcoscenico a tutte le tue composizioni floreali IKEA Cospito è stato chiamato a testimoniare dai difensori degli imputati, che in quell'anno avevano messo in atto azioni dimostrative in suo sostegno, mentre l'anarchico era in sciopero della fame contro il regime carcerario. Nel suo intervento ha ricordato i due militanti anarchici morti a Roma, Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, deceduti lo scorso marzo nel crollo di un casale nel parco degli Acquedotti: secondo gli inquirenti stavano preparando un ordigno artigianale. In aula erano presenti alcuni degli imputati e numerosi attivisti, più volte richiamati dalla giudice Nicolina Polifroni per aver urlato frasi come "Grande Alfredo" o "Fuori Alfredo dal 41 bis". Cospito, dal monitor, ha risposto salutando con un braccio alzato. Al termine della testimonianza, la giudice ha espulso due attivisti e disposto la prosecuzione dell'udienza a porte chiuse. Rispondendo alle domande dei legali, Cospito ha descritto le condizioni del 41 bis. "Ci sono persone con ergastoli ostativi che per anni non vedono un filo d'erba. È abbastanza traumatizzante. Soltanto in questo momento, per venire qui, ho attraversato corridoi come nel 'Miglio Verde', le guardie urlano e non ti fanno vedere nessuno". Ha ricordato le ragioni del suo sciopero della fame. "Ci sono persone qui dentro da 20 anni che non hanno visto alberi, la censura è totale, nel mio caso è non farmi leggere e parlare. C'ho messo due anni per avere un lettore cd. Ultimamente mi hanno bloccato un libro sulle origini del cristianesimo", ha affermato per poi aggiungere: "Mi sono reso conto di trovarmi in un meccanismo assurdo, in cui le persone sono usate per scopi politici, e per quello ho iniziato lo sciopero della fame". Intanto, il suo difensore Flavio Rossi Albertini ha presentato un reclamo al Tribunale di Sorveglianza di Roma contro la decisione del ministero della Giustizia di rinnovare per altri due anni il regime del 41 bis. "Nel provvedimento del ministero - afferma il legale - vengono evidenziate le manifestazioni che hanno elevato Cospito a vittima e in qualche modo si prova a colpevolizzarlo di questa figura che ha assunto nel panorama politico: come se fosse una sorta di agnello sacrificale". Nel reclamo si sostiene inoltre che "le affermazioni di Cospito nel corso degli anni censurate come istigatorie siano in realtà una manifestazione del suo diritto costituzionale ad esprimere un libero pensiero" . L'anarchico sta scontando una condanna a 23 anni per l'attentato alla caserma dei Carabinieri di Fossano del 2006 e per fatti di terrorismo legati alla Federazione anarchica informale (Fai-Fri).

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.