Cresce la vendita dei libri usati in librerie indipendenti ma scendono ricavi
a vendita di libri usati si conferma un servizio in espansione per le librerie indipendenti italiane: nel 2025, il 31,7 % ha consolidato questa attività, e nel 63,4 % dei casi il servizio è presente da oltre cinque anni. Il 58,1 % delle librerie ritiene che l'usato aumenti la convenienza d'acquisto, mentre il 38,6 % lo considera uno strumento utile ad attrarre nuova clientela. Ma, nel 2025 il clima di fiducia delle librerie indipendenti italiane si è progressivamente indebolito e la dinamica dei ricavi, non mostra segnali di inversione significativa. Le prospettive per il 2026 indicano una possibile stabilizzazione, che tuttavia avverrebbe su livelli ancora lontani dal biennio più favorevole 2021-2022. È quanto emerge dall'Osservatorio sulle librerie in Italia, realizzato da Ali-Confcommercio, in collaborazione con Format Research. "Come imprese stiamo attraversando una fase particolarmente delicata, caratterizzata dall'aumento dei costi fissi e da un calo dei fatturati. Questo contesto ci spinge a individuare nuovi spazi di business, come il mercato dell'usato. Resta per noi centrale il tema della formazione, sia in ingresso sia continua: ricordo il 20mo corso della nostra scuola, in partenza nel mese di aprile e anticipo che stiamo predisponendo moduli di formazione continua ad hoc, che presenteremo nei prossimi giorni" afferma Paolo Ambrosini, presidente di Ali Confcommercio. Le modalità operative sono diversificate: il 37 % delle librerie dispone di un'area dedicata ai libri in conto vendita da privati e il 35 % acquista direttamente i volumi, sviluppando un processo interno di selezione. Inoltre, circa un quinto delle librerie offre il servizio anche online, segnale di un potenziale ulteriore sviluppo digitale. Tra quelle che non hanno introdotto la vendita di libri usati, le difficoltà organizzative prevalgono: il 39 % indica la mancanza di risorse per gestire il servizio e il 38,7 % l'assenza di spazi adeguati; circa un terzo preferisce mantenere il focus esclusivo sull'editoria corrente. Per le librerie che limitano l'usato ai soli testi scolastici o universitari, il 47,9 % segnala una domanda molto bassa per i libri non scolastici. Secondo la ricerca, l'occupazione rappresenta l'ambito più stabile tra gli indicatori economici osservati. Gli indici rimangono invariati e delineano un 2026 privo di cambiamenti rilevanti nella dotazione di personale. Questo dato segnala la volontà delle librerie di preservare gli organici anche in una fase economica compressa, confermando un modello organizzativo tendenzialmente resiliente. Continua invece a peggiorare la capacità di far fronte al fabbisogno finanziario. Dopo il biennio 2021-2022 più favorevole, l'indice mostra una discesa costante dalla fine del 2023. Le attese per giugno 2026 indicano solo un recupero marginale, evidenziando un contesto finanziario ancora fragile, in cui la pressione sulla liquidità rappresenta un vincolo strutturale. A incidere ulteriormente sono gli aumenti dei prezzi applicati dai fornitori: il 69,2 % delle librerie segnala rincari nei servizi e nelle utenze.
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