Da brindisi a dopocena, l'alcol minaccia il Natale: a rischio fegato e cervello
Il rito della catena di brindisi, aperitivi e dopocena natalizi è ufficialmente iniziato con l'alcol immancabile protagonista. Ma attenzione: "Assumere 'tanto alcol in poche ore', quindi dare il via ad una vera e propria 'abbuffata alcolica' (noto come binge drinking) comporta seri rischi come intossicazione acuta, incidenti, lesioni e problemi di salute a lungo termine", spiega all'Adnkronos Salute Gianni Testino, presidente della Società italiana di Alcologia (Sia). "Il fegato non riesce a metabolizzare grandi quantità velocemente, causando danni fisici e mentali e aumentando la possibilità di dipendenza. Il consiglio, se proprio non si vuole rinunciare al rito di bere per 'socializzare' con amici, colleghi e familiari, è di non consumare più di una unità alcolica a stomaco pieno per le donne, e non più di 2 unità alcoliche, sempre dopo aver mangiato, per gli uomini". "Premesso che l'etanolo o alcol etilico - presente nella birra, nel vino, nei superalcolici e nello champagne - è di per sé una sostanza tossica, ci sono modalità di consumo alcolico che anche in persone che non assumono alcol abitualmente – sottolinea Testino – possono essere particolarmente dannose o scatenare problemi. Mi riferisco all'allarme 'binge drinking', una moda che non riguarda solo i più giovani. Ci sono adulti che magari la sera di Capodanno assumono oltre 4 unità di alcol in poche ore (dalle 22 all'una di notte) tra aperitivo, prosecco, vino, champagne e superalcolici. Ma se alle donne occorrono 3 ore per smaltire 3-4 unità di alcol, agli uomini servono almeno 3-4 ore per smaltire gli effetti di 4-5 unità. Non solo, al di sotto dei 25 anni 2 unità di alcol sono già considerate binge drinking"
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