Dichiarazione della Commissione e dell’Alta rappresentante in vista dei 40 anni dal disastro di Chornobyl

Apr 25, 2026 - 10:10
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Dichiarazione della Commissione e dell’Alta rappresentante in vista dei 40 anni dal disastro di Chornobyl

A quarant’anni dal disastro nucleare di Chornobyl, la Commissione Europea e l’Alta rappresentante per la politica estera dell’Unione ricordano una delle più gravi catastrofi nucleari della storia moderna, sottolineando come le conseguenze reali dell’incidente siano emerse pienamente solo nel tempo, anche a causa della segretezza sovietica che ne oscurò inizialmente la portata. Nel messaggio diffuso alla vigilia dell’anniversario, Bruxelles ribadisce che Chornobyl resta un monito permanente sull’importanza della trasparenza, della sicurezza nucleare e della cooperazione internazionale. Allo stesso tempo, l’Unione denuncia con forza le azioni militari russe che, secondo la dichiarazione, mettono nuovamente a rischio la sicurezza nucleare in Ucraina.

Particolare preoccupazione viene espressa per gli attacchi contro il “New Safe Confinement” di Chornobyl, la struttura realizzata per contenere i resti del reattore numero 4 grazie a decenni di cooperazione internazionale e investimenti per circa 2 miliardi e 100 milioni di euro. Bruxelles denuncia inoltre l’occupazione russa della centrale di Zaporizhzhia, il più grande impianto nucleare d’Europa, considerata una minaccia grave per la sicurezza umana e ambientale, insieme agli attacchi contro le infrastrutture energetiche ucraine che potrebbero compromettere il funzionamento sicuro degli impianti nucleari. L’Unione Europea chiede alla Russia di interrompere immediatamente ogni attacco contro siti nucleari ucraini, rispettare i principi internazionali fondamentali di sicurezza nucleare nei conflitti armati e restituire il pieno controllo della centrale di Zaporizhzhia all’Ucraina.

Bruxelles ricorda anche il proprio impegno di lungo periodo a favore della sicurezza nucleare in Ucraina, con oltre un miliardo di euro di finanziamenti, oltre al ruolo di principale contributore ai fondi internazionali gestiti dalla Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo per la messa in sicurezza ambientale del sito di Chornobyl. Nel quarantesimo anniversario della tragedia, la Commissione invita infine la comunità internazionale a rafforzare il sostegno all’Ucraina, compresa la riparazione delle strutture di contenimento di Chornobyl, e a sviluppare nuove strategie globali per proteggere meglio gli impianti nucleari, soprattutto in contesti di guerra.

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Filippo Giuffrida Ha cominciato la sua carriera giornalistica nel 1982, come giornalista presso Radio Riviera Tre. Dal 1989 collabora con Radio One e con l'agenzia stampa Hi News. Nel 1994 si è trasferito a Bruxelles come corrispondente per l'agenzia L’Altra News. Nel 2003 ha fondato l'agenzia stampa DSPRESS ed è stato nominato Redattore capo della rivista L'Incontro, nel 2010 ha assunto la direzione del periodico mensile La Lettre B. Direttore dell'Istituto Europeo di Studi Giuridici e di Comunicazione, dal febbraio 2019 è il corrispondente da Bruxelles dell'agenzia giornalistica 9 Colonne, diretta da Paolo Pagliaro. Membro fondatore di ITACA, è il direttore di RadioCom.tv, la prima web-radio in lingua italiana destinata alle comunità italiane all'estero, un progetto sostenuto dal Ministero degli Esteri. Nel 2013 ha vinto il Michel Vanderborght Award nella categoria giornalismo e nel 2020 ha vinto il Radnoty Award nella categoria giornalismo. È uno degli autori del libro "Lettere dall'Europa" e degli editorialisti del periodico quindicinale Patria Indipendente. Filippo Giuffrida è il pronipote dello scrittore e giornalista Leonida Rèpaci e del giornalista e politico Ottavio Pastore, che fu il primo direttore de l'Unità. Ex Presidente del Comitato Provinciale dell'ANPI del Belgio, è il Vicepresidente della FIR, Federazione Internazionale dei Resistenti.