L’UE annuncia 458 milioni di euro di aiuti umanitari per il Medio Oriente devastato dalla guerra

Mar 16, 2026 - 10:15
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L’UE annuncia 458 milioni di euro di aiuti umanitari per il Medio Oriente devastato dalla guerra

L’Unione Europea conferma per il 2026 un pacchetto di 458 milioni di euro in aiuti umanitari destinati alle popolazioni più vulnerabili di Palestina, Libano, Siria, Giordania ed Egitto, in una fase segnata dalla riduzione dei contributi di altri grandi donatori internazionali e da una crescente pressione sul diritto umanitario. La quota più consistente, pari a 210 milioni di euro, sarà destinata alla Siria, dove oltre un anno dopo la caduta del regime di Bashar al-Assad, circa 16 milioni e mezzo di persone continuano ad avere bisogno di assistenza. Più di 3 milioni di rimpatriati si trovano a fronteggiare infrastrutture distrutte, scarsità di lavoro e condizioni di vita estremamente difficili. I fondi europei serviranno a garantire cibo, cure mediche, alloggi, acqua potabile e istruzione.

Per la Palestina, Bruxelles stanzia 124 milioni di euro per sostenere oltre 3 milioni di persone tra Gaza e Cisgiordania, dove la popolazione continua a fare i conti con emergenze alimentari, sistema sanitario al collasso e gravi ostacoli alla distribuzione degli aiuti. Le risorse saranno impiegate per alimentazione, sanità, protezione civile, rifugi e istruzione. Al Libano andranno 100 milioni di euro, in risposta a una crisi umanitaria aggravata dalle tensioni regionali e dai bombardamenti israeliani del marzo 2026, che hanno provocato oltre 800 mila sfollati. L’assistenza europea si concentrerà su cure sanitarie d’emergenza, sostegno alle famiglie, protezione, alloggi e istruzione, mentre i voli del ponte aereo umanitario dell’UE stanno già trasportando forniture mediche e beni di prima necessità.

In Giordania, 15 milioni e mezzo di euro saranno destinati a rifugiati e comunità ospitanti, sia nei campi sia fuori, per servizi sanitari e protezione. All’Egitto andranno invece 8 milioni di euro per supportare rifugiati e richiedenti asilo, in particolare provenienti da Sudan e Gaza, con programmi educativi e di preparazione ai disastri. Con questo nuovo stanziamento, Bruxelles ribadisce il proprio ruolo di primo piano nel sostegno umanitario alla regione, in un contesto di crisi prolungate e crescente instabilità.

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Filippo Giuffrida Ha cominciato la sua carriera giornalistica nel 1982, come giornalista presso Radio Riviera Tre. Dal 1989 collabora con Radio One e con l'agenzia stampa Hi News. Nel 1994 si è trasferito a Bruxelles come corrispondente per l'agenzia L’Altra News. Nel 2003 ha fondato l'agenzia stampa DSPRESS ed è stato nominato Redattore capo della rivista L'Incontro, nel 2010 ha assunto la direzione del periodico mensile La Lettre B. Direttore dell'Istituto Europeo di Studi Giuridici e di Comunicazione, dal febbraio 2019 è il corrispondente da Bruxelles dell'agenzia giornalistica 9 Colonne, diretta da Paolo Pagliaro. Membro fondatore di ITACA, è il direttore di RadioCom.tv, la prima web-radio in lingua italiana destinata alle comunità italiane all'estero, un progetto sostenuto dal Ministero degli Esteri. Nel 2013 ha vinto il Michel Vanderborght Award nella categoria giornalismo e nel 2020 ha vinto il Radnoty Award nella categoria giornalismo. È uno degli autori del libro "Lettere dall'Europa" e degli editorialisti del periodico quindicinale Patria Indipendente. Filippo Giuffrida è il pronipote dello scrittore e giornalista Leonida Rèpaci e del giornalista e politico Ottavio Pastore, che fu il primo direttore de l'Unità. Ex Presidente del Comitato Provinciale dell'ANPI del Belgio, è il Vicepresidente della FIR, Federazione Internazionale dei Resistenti.