Difesa senza controlli: corruzione a livelli critici nell’Africa subsahariana

Apr 24, 2026 - 00:10
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Difesa senza controlli: corruzione a livelli critici nell’Africa subsahariana

In ogni Paese dell’Africa subsahariana, il rischio di corruzione nei settori della difesa e della sicurezza ha raggiunto livelli allarmanti, compresi tra l’elevato e il critico. A lanciare l’allerta è Transparency international (Ti) attraverso la pubblicazione di un nuovo rapporto, che evidenzia la drammatica debolezza dei meccanismi di controllo in un periodo segnato da crescente militarizzazione, instabilità politica e minacce continue. I dati diffusi dall’organizzazione si basano sull’edizione 2025 del Gdi (Government defence integrity index), reso noto a fine marzo. L’analisi ha preso in esame diciassette nazioni della regione, collocandole in blocco nelle fasce di rischio peggiori previste dallo studio. L’assenza di anticorpi istituzionali rende ogni singolo Paese maggiormente esposto a conflitti e violazioni dei diritti umani, soprattutto in un momento in cui i budget militari subiscono forti pressioni e mancano di un’adeguata supervisione. Un sistema senza anticorpi Il settore più esposto è rappresentato dalle operazioni militari sul campo, che crollano a un punteggio medio regionale di soli 12 punti su 100. Attualmente, nessuno degli Stati analizzati dispone di una dottrina militare capace di inquadrare e prevenire la corruzione a livello tattico o strategico. Anche la trasparenza finanziaria si ferma a una media di 29 su 100, un’opacità spesso giustificata dalle istituzioni militari nascondendosi dietro l’esigenza della sicurezza nazionale. Un ulteriore fronte di vulnerabilità è costituito dagli appalti per gli armamenti: nonostante l’esistenza formale di regole, gli acquisti avvengono frequentemente eludendo la concorrenza e ignorando le reali priorità di difesa. Patrick Brobbey, direttore della ricerca per l’indice di Ti, ha affermato che «questi risultati dipingono un quadro cupo della governance della difesa nell’Africa subsahariana, esortando i governi a sottoporre i bilanci a controlli rigorosi e a restituire alla società civile un ruolo decisionale reale per evitare che la spesa militare diventi un pozzo senza fondo. Se la difesa alimenta l’instabilità L’impatto di questa cattiva gestione ricade pesantemente sulla popolazione che, paradossalmente, finisce per essere vittima delle stesse forze che dovrebbero proteggerla. Francesca Grandi, direttrice della divisione difesa e sicurezza di Ti, ha sottolineato come l’invio di truppe in assenza di salvaguardie anticorruzione porti a estorsioni, abusi e a una sistematica erosione della fiducia locale. Queste lacune creano un vuoto di credibilità istituzionale di cui finiscono per avvantaggiarsi le insurrezioni sul territorio, capaci di sfruttare il malcontento popolare per rafforzare la propria presenza. Il pericolo appare ancora più grave se si considera che molte di queste truppe sono impiegate in delicate missioni di mantenimento della pace per conto delle Nazioni Unite o dell’Unione Africana, dove l’integrità del comando è il presupposto fondamentale per il successo di ogni operazione.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.