ELEZIONI EUROPEE, LA CORTE UE BOCCIA UNA GARANZIA FINANZIARIA ECCESSIVA
Una garanzia finanziaria troppo elevata richiesta ai candidati alle elezioni europee può violare il diritto dell'Unione. Lo ha stabilito la Corte di giustizia in una causa relativa alla normativa elettorale estone. Alle elezioni europee del giugno 2024, il Partito dei Verdi estone aveva presentato una lista di nove candidati. La commissione elettorale aveva però respinto la registrazione di sette di loro perché non era stato versato il deposito di garanzia previsto dalla legge. La garanzia aveva lo scopo di scoraggiare candidature considerate poco serie o prive di concrete possibilità di successo. Il deposito veniva restituito soltanto se i candidati raggiungevano almeno il 5 per cento dei voti. La Corte ha riconosciuto che l'obiettivo di limitare candidature puramente strumentali può essere legittimo. Tuttavia, le condizioni stabilite dall'Estonia superavano, nel caso esaminato, quanto necessario per raggiungere questo obiettivo. In particolare, il deposito richiesto per ciascun candidato era pari a circa 2,6 volte lo stipendio mensile mediano lordo del Paese, mentre per le elezioni parlamentari nazionali la garanzia era cinque volte più bassa. Secondo la Corte, inoltre, un deposito troppo elevato può creare ostacoli soprattutto per candidati appartenenti a gruppi minoritari, movimenti politici emergenti o persone con risorse economiche limitate, incidendo così sul pluralismo politico. La Corte ha quindi concluso che l'importo della garanzia e le modalità previste per il suo rimborso eccedevano i limiti di quanto necessario rispetto agli obiettivi perseguiti dalla normativa estone.
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