Financial Times: Guadalajara verso i Mondiali tra maxi sicurezza e l’ombra del cartello Jalisco
La città di Guadalajara si prepara a ospitare in testate quattro partite dei Mondiali di calcio in un contesto segnato dalla presenza del cartello di Jalisco Nueva Generación e dalle violenze esplose a febbraio dopo l’uccisione del leader Nemesio “El Mencho” Oseguera. Secondo fonti locali e analisti citati dal quotidiano britannico “Financial Times”, tuttavia, proprio l’interesse economico del cartello a preservare la stabilità nella città potrebbe contribuire a evitare gravi incidenti durante il torneo. Il governo messicano, dopo i disordini che hanno paralizzato per 48 ore la capitale dello Stato di Jalisco, ha annunciato il dispiegamento di 99 mila agenti federali e addetti privati alla sicurezza nelle città ospitanti, tra cui Guadalajara, Monterrey e Città del Messico. La presidente Claudia Sheinbaum ha assicurato che “è sicuro venire in Messico”, mentre autorità ed esperti ritengono improbabile che il cartello voglia attirare su di sé ulteriore pressione da parte delle autorità messicane e degli Stati Uniti. Un ex responsabile della polizia locale ha definito la situazione una “pace criminale”, sostenendo che il controllo territoriale dell’organizzazione abbia contenuto alcuni reati minori, pur in un contesto segnato da oltre 15 mila persone scomparse nello Stato e dal ritrovamento di fosse clandestine vicino allo stadio. Gli operatori turistici riferiscono che l’occupazione alberghiera, crollata del 30 per cento dopo gli scontri di febbraio, si è in parte ripresa, restando circa del 10 per cento sotto i livelli di inizio mese. La ministra del Turismo di Jalisco, Michelle Fridman, ha sottolineato che nessun turista è rimasto coinvolto nelle violenze e che molte immagini circolate online hanno amplificato la percezione del caos. Secondo gli analisti, i 3 milioni di visitatori attesi potrebbero però rappresentare anche un’opportunità economica per attività criminali parallele, dal piccolo spaccio alle frodi. Resta inoltre il timore che la morte di “El Mencho” possa innescare, nelle prossime settimane o mesi, nuove lotte interne o azioni di rappresaglia nello Stato di Jalisco.
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