Gas, scorte italiane vicine all'80% ma l'Europa frena: Germania al 50% e tensioni sul Ttf
Il quadro energetico europeo della stagione estiva mostra dinamiche fortemente differenziate e una generale contrazione dei livelli di riempimento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In questo scenario di cautela, l'Italia registra un andamento particolarmente solido, posizionandosi vicina al traguardo dell'80% della propria capacità di stoccaggio di gas naturale con oltre due mesi di anticipo rispetto alla chiusura formale della campagna d'iniezione, prevista per il prossimo 31 ottobre. Un dato che conferma la resilienza del sistema nazionale, pur all'interno di un contesto continentale segnato da una ripresa più lenta e da persistenti tensioni sui mercati finanziari delle materie prime. I dati più recenti monitorati e raccolti da Gas Infrastructure Europe, l'associazione che raggruppa i principali gestori delle reti di trasporto e stoccaggio del Continente, evidenziano come l'Italia abbia raggiunto un livello di riempimento pari al 79,78%, registrando un incremento giornaliero dello 0,26% e portando il volume complessivo conservato nei giacimenti a quota 162,3 TWh. Sebbene la traiettoria attuale si confermi rassicurante in vista del prossimo inverno, il confronto con il recente passato evidenzia una leggera contrazione: esattamente un anno fa, infatti, il Paese si trovava in una posizione ancora più avanzata, attestandosi all'85,56% di riempimento per un totale di 173,7 TWh. Il quadro italiano appare tuttavia nettamente più solido se confrontato con la media dell'Unione Europea e con le singole performance delle altre grandi economie continentali. L'aggregato delle scorte europee si attesta attualmente al 61,37% della capacità complessiva, pari a 693,63 TWh, collocandosi sui livelli minimi registrati per questo periodo dell'anno a partire dal 2009. Anche in questo caso emerge il divario con la passata stagione, quando alla data del 19 agosto 2025 le giacenze comunitarie avevano raggiunto il 74,36%, corrispondeti a 840,47 TWh. Tra i Paesi membri si distingue in negativo la situazione della Germania, che pur disponendo della maggiore capacità nominale d'Europa con 246,5 TWh totali, mostra un ritmo di riempimento notevolmente rallentato. I depositi tedeschi si fermano infatti al 50,06%, equivalenti a 123,4 TWh, segnando un netto ritardo rispetto al 67,5% (pari a 166 TWh) rilevato nello stesso periodo del precedente anno. Le metriche di stoccaggio e l'evoluzione delle scorte si intrecciano inevitabilmente con le contrattazioni sui mercati finanziari europei del gas, caratterizzati da una spiccata volatilità dettata dai rischi geopolitici internazionali. Sulla piazza finanziaria del Ttf di Amsterdam, i contratti future con scadenza a settembre hanno evidenziato una lieve flessione dello 0,32%, attestandosi a 63,44 TWh, pur rimanendo su quotazioni prossime ai massimi toccati dallo scorso 24 luglio. A condizionare l'andamento dei listini e a mantenere elevata l'incertezza tra gli operatori è ancora una volta il nodo geostrategico dello stretto di Hormuz, snodo nevralgico attraverso il quale transita oltre il 20% del gas naturale liquefatto (Gnl) a livello mondiale. Il clima di tensione nella regione si è ulteriormente inasprito alla luce delle ultime dichiarazioni del presidente Usa Donald Trump, che proprio alla vigilia ha definito l'area dello stretto come un "nuovo territorio degli Stati Uniti", interrompendo di fatto ogni riferimento alla possibilità di giungere a un accordo formale con l'Iran sulla questione.
Qual è la tua reazione a questa notizia?