Giorgetti al Forum di Cernobbio: “Pil verso l’1%, l’economia italiana è resiliente”
Un’economia italiana più forte delle stime iniziali, sostenuta da una stabilità finanziaria conquistata sul campo e difesa con un “sovranismo pragmatico” basato sui fatti e non di slogan. È un quadro di prudente ottimismo ma rigoroso nella responsabilità contabile quello tratteggiato dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nel suo intervento al Forum Teha di Cernobbio. “L’economia italiana si è dimostrata relativamente resiliente, nel senso che noi avevamo fatto delle valutazioni molto prudenziali per quanto riguarda la crescita, tenuto conto sia dell’impatto della guerra commerciale dei dazi, sia evidentemente dell’impatto della crisi del Medio Oriente. Rispetto alla crescita dello 0,6% che avevamo messo nel documento di finanza pubblica, oggi per ora abbiamo acquisito lo 0,8%. Se le cose vanno come da indicatori, potremmo avvicinarsi anche all’1%”, ha spiegato il ministro Giorgetti. “Adesso lo dico qui con tutte le cautele del caso- aggiunge – ma sicuramente al di sopra di quelle che sono le previsioni contenute nel documento di finanza pubblica. Tutto questo non aiuta a risolvere il grande punto interrogativo della crescita della vecchia Europa. Qualcuno potrebbe obiettare che bisogna fare più deficit di bilancio con politiche espansive. Se io guardo agli amici francesi, che sono ben oltre il 3% del deficit PIL, hanno una crescita quest’anno che è circa la metà della nostra. Questo non è automatico”. Il cuore dell’intervento del titolare del Mef è stato il tema della credibilità e della gestione del debito pubblico, fattore decisivo per proteggere l’Italia dalla turbolenza dei tassi e del mercato dei bond. “È automatico il fatto che la stabilità finanziaria che abbiamo conseguito in questi anni, in termini di capacità di gestione del debito pubblico, sicuramente ci ha consegnato la capacità di affrontare con diverso atteggiamento la tempesta che si sta profilando sul mercato dei bond, dei tassi di interesse lungo termine”. E ancora: “La domanda retorica che io faccio è – continua – cosa sarebbe accaduto all’Italia se si fosse presentata in modo estremamente fragile nella sua capacità di raccogliere sui mercati risparmi che comprano il debito pubblico. Perché ricordiamoci una cosa, l’ho fatto in Parlamento e lo faccio di fronte a voi, noi quando ogni 14 giorni usciamo a vendere BTP sul mercato, ci rivolgiamo a dei risparmiatori in Italia e nel mondo. E fino a prova contraria, se uno non si fida di te, i suoi risparmi non te li dà, o meglio, te li dà e te li fa pagare moltissimo. E questa è una cosa non banale e di cui purtroppo nel dibattito politico, ma anche pubblico oserei dire, si tende a dimenticare. Naturalmente il 22 di settembre vedremo se avremo un millesimale in più o in meno rispetto a questo benedetto 3%. Prendo atto delle regole, sono quelle e quindi quelle dobbiamo accettarle. Quindi se saremo un millesimale sopra, resteremo in procedura, se saremo un millesimale sotto saremo sotto”. Proiettandosi verso la prossima legge di Bilancio, Giorgetti ha chiarito che il testo dovrà conciliare le esigenze della politica con la tutela della credibilità del Paese: “È chiaro che la legge di Biancio dovrà essere affrontata tenendo conto ovviamente di quelle che sono le ragioni della politica ed è giusto che sia così. Tenendo conto anche però del fatto che questo è un paese sempre in qualche modo a rischio e il patrimonio di credibilità che abbiamo costruito è un patrimonio che conta tanto, che conta tantissimo specialmente nelle situazioni di turbolenza e di crisi”.
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