Il CGIE rilancia la rappresentanza degli italiani nel mondo: al centro partecipazione, servizi consolari e nuove mobilità

Mag 19, 2026 - 14:22
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Il CGIE rilancia la rappresentanza degli italiani nel mondo: al centro partecipazione, servizi consolari e nuove mobilità

Si è conclusa a Roma l’Assemblea plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, appuntamento che ha riunito rappresentanti istituzionali, consiglieri e parlamentari per discutere il futuro delle comunità italiane oltreconfine. Al centro dei lavori il rafforzamento della rappresentanza democratica, il miglioramento dei servizi consolari e le nuove sfide legate alla mobilità internazionale degli italiani.

Ad aprire l’assise, ospitata alla Farnesina, è stato il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani, nella veste di presidente del CGIE. Tajani ha definito le comunità italiane all’estero una risorsa strategica per il Paese, sottolineando il ruolo dei connazionali nella promozione dell’economia, della cultura e dell’immagine dell’Italia nel mondo. Il ministro ha inoltre ribadito l’impegno del Governo per il potenziamento della rete consolare, la modernizzazione dei servizi amministrativi e la tutela della partecipazione democratica dei cittadini residenti fuori dai confini nazionali. Tra i temi più discussi, il rinnovo dei Comites previsto entro il 2026. Il CGIE ha approvato un documento con una serie di proposte per favorire una maggiore partecipazione al voto, tra cui la semplificazione delle procedure per la raccolta delle firme necessarie alla presentazione delle liste elettorali, il rafforzamento del personale consolare e il lancio di campagne informative dedicate alle comunità italiane all’estero. La direttrice generale della DGIT, Silvia Limoncini, ha assicurato che sono già in corso le procedure tecniche e organizzative per facilitare le operazioni elettorali, compresa l’autenticazione delle firme.

Nel corso dell’Assemblea è intervenuto anche il sottosegretario agli Esteri con delega agli italiani nel mondo, Massimo Dell’Utri, alla sua prima partecipazione ai lavori del Consiglio Generale. Presentando la Relazione di Governo, Dell’Utri ha evidenziato la necessità di mantenere un dialogo costante con il CGIE, definito uno strumento fondamentale per accompagnare i cambiamenti delle collettività italiane all’estero. Particolare attenzione è stata riservata alla digitalizzazione dei servizi consolari attraverso il sistema Fast-It e alla preparazione della rete diplomatico-consolare in vista delle prossime consultazioni dei Comites.

La segretaria generale del CGIE, Maria Chiara Prodi, ha invece posto l’accento sul tema della partecipazione, indicato come elemento centrale dell’intera plenaria. Prodi ha ricordato alcuni risultati raggiunti grazie all’attività del Consiglio Generale, come l’introduzione della carta d’identità elettronica rilasciata dai Comuni italiani anche ai residenti all’estero, operativa a partire da giugno, il rilancio del tavolo sui lavoratori frontalieri e la riattivazione del comitato anagrafico-elettorale. Nel dibattito è emersa anche la questione della riforma della cittadinanza italiana. Il CGIE ha ribadito la necessità di garantire il riconoscimento della cittadinanza a chi mantiene un legame concreto con l’Italia, sottolineando il lavoro svolto per ottenere la proroga dei termini di registrazione dei figli minori e per rispondere alle aspettative di riacquisto della cittadinanza da parte di molti connazionali residenti all’estero. Sul tema il Consiglio Generale auspica che le proprie proposte vengano ascoltate dalle istituzioni, in linea con quanto più volte richiamato anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Ampio spazio è stato dedicato anche al futuro della rappresentanza democratica degli italiani nel mondo. Durante i lavori è stata evidenziata la necessità di aggiornare il sistema costruito negli ultimi decenni per adattarlo ai nuovi flussi migratori e alle esigenze delle giovani generazioni che scelgono di vivere, studiare o lavorare all’estero. Le commissioni continentali e tematiche del CGIE hanno presentato relazioni e ordini del giorno riguardanti il miglioramento dei servizi consolari, la diffusione della lingua e della cultura italiana, la promozione del Made in Italy e il rafforzamento dell’informazione per gli italiani all’estero. Tra le priorità indicate anche una strategia nazionale per incentivare il rientro dei giovani emigrati. Tra gli incontri più rilevanti della plenaria, anche il confronto con i parlamentari eletti all’estero sui temi della riforma della cittadinanza, del voto oltreconfine e del funzionamento degli organismi di rappresentanza. Nel corso del dibattito è stata sottolineata l’importanza di un coordinamento stabile tra Parlamento, Governo e CGIE per affrontare le criticità emerse negli ultimi anni.

Nel quadro del rafforzamento del dialogo istituzionale, l’Assemblea ha inoltre rilanciato la collaborazione con le Consulte regionali dell’emigrazione e con le associazioni storicamente impegnate nella tutela delle comunità italiane nel mondo. Un focus specifico è stato dedicato anche all’offerta informativa della Rai per l’estero e ai nuovi strumenti di comunicazione rivolti ai connazionali oltreconfine. Durante la sessione conclusiva, ospitata a Villa Lubin con la partecipazione del vicepresidente del CNEL Claudio Risso, il professor Luca Paolazzi ha presentato uno studio sull’attrattività dell’Italia per i giovani dei Paesi avanzati. Dalla ricerca è nato anche un sondaggio rivolto ai giovani expat italiani per comprendere esigenze, aspettative e rapporto con il Paese d’origine delle nuove generazioni emigrate. Infine, in vista delle prossime ricorrenze istituzionali — i quarant’anni dei Comites, i trentacinque del CGIE e i venti anni della circoscrizione Estero — la vicesegretaria generale Silvana Mangione ha ripercorso la storia della rappresentanza degli italiani nel mondo, definendola un patrimonio democratico costruito attraverso decenni di partecipazione delle collettività italiane all’estero. Tra i progetti futuri illustrati anche “L’Europa in Movimento”, iniziativa che punta alla creazione di un’Agenzia europea dedicata ai cittadini in mobilità e ai diritti delle diaspore europee.

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Filippo Giuffrida Ha cominciato la sua carriera giornalistica nel 1982, come giornalista presso Radio Riviera Tre. Dal 1989 collabora con Radio One e con l'agenzia stampa Hi News. Nel 1994 si è trasferito a Bruxelles come corrispondente per l'agenzia L’Altra News. Nel 2003 ha fondato l'agenzia stampa DSPRESS ed è stato nominato Redattore capo della rivista L'Incontro, nel 2010 ha assunto la direzione del periodico mensile La Lettre B. Direttore dell'Istituto Europeo di Studi Giuridici e di Comunicazione, dal febbraio 2019 è il corrispondente da Bruxelles dell'agenzia giornalistica 9 Colonne, diretta da Paolo Pagliaro. Membro fondatore di ITACA, è il direttore di RadioCom.tv, la prima web-radio in lingua italiana destinata alle comunità italiane all'estero, un progetto sostenuto dal Ministero degli Esteri. Nel 2013 ha vinto il Michel Vanderborght Award nella categoria giornalismo e nel 2020 ha vinto il Radnoty Award nella categoria giornalismo. È uno degli autori del libro "Lettere dall'Europa" e degli editorialisti del periodico quindicinale Patria Indipendente. Filippo Giuffrida è il pronipote dello scrittore e giornalista Leonida Rèpaci e del giornalista e politico Ottavio Pastore, che fu il primo direttore de l'Unità. Ex Presidente del Comitato Provinciale dell'ANPI del Belgio, è il Vicepresidente della FIR, Federazione Internazionale dei Resistenti.