Il Giappone conferma il dispiegamento di missili sull’isola più vicina a Taiwan
Il Giappone intende dispiegare missili sull’isola meridionale di Yonaguni, la località più vicina a Taiwan, un fatto destinato ad alimentare la tensione con la Cina. Lo ha confermato il ministro della Difesa, Shinjiro Koizumi, durante la sua prima visita alla base militare di Yonaguni. Parlando con i giornalisti, Koizumi ha affermato che il progetto procede secondo i piani. “Il dispiegamento può contribuire a ridurre il rischio di un attacco armato contro il nostro Paese”, ha dichiarato il ministro. Il Giappone intende posizionare sull’isola missili superficie-aria a medio raggio, nell’ambito del più ampio rafforzamento della rete di difesa sulle isole meridionali. La decisione riflette le preoccupazioni di Tokyo per la crescente potenza militare della Cina e per l’eventualità di uno scontro legato a Taiwan, che Pechino considera una propria provincia da riunificare anche con la forza.
Tali timori sono aumentati dopo la recente polemica su alcune dichiarazioni della prima ministra Sanae Takaichi. Il 7 novembre, Takaichi aveva ipotizzato in termini teorici la possibilità di un intervento militare giapponese con altri Paesi in caso di attacco cinese a Taiwan, provocando un duro contraccolpo diplomatico ed economico da parte di Pechino, che continua a chiedere che la leader giapponese ritratti le sue affermazioni. Interrogato sulle possibili conseguenze per Yonaguni in caso di crisi a Taiwan, Koizumi ha evitato commenti su scenari ipotetici. Prima di raggiungere Yonaguni, il ministro ha visitato anche le basi delle isole di Ishigaki e Miyako: la prima dispone di missili antinave, mentre la seconda ospita strutture per la sorveglianza aerea e depositi di munizioni. Ulteriori installazioni giapponesi e statunitensi si trovano sulla più grande isola di Okinawa, più a est.
Oltre a essere una meta turistica, soprattutto per le immersioni, Yonaguni ospita un radar di sorveglianza e un’unità di guerra elettronica introdotta nel 2024, capace di disturbare comunicazioni e sistemi di guida nemici. Nelle scorse settimane l’esercito statunitense ha simulato il trasferimento di rifornimenti da Okinawa a Yonaguni per testare la creazione di una base avanzata in caso di crisi regionale. La vulnerabilità dell’isola era emersa già nel 2022, quando la Cina aveva risposto alla visita a Taiwan dell’allora presidente della Camera statunitense Nancy Pelosi con vaste esercitazioni militari: alcuni missili balistici erano caduti poco a sud di Yonaguni. Durante un incontro con il sindaco dell’isola, Koizumi ha ribadito che il Giappone deve rafforzare la propria deterrenza, potenziando le capacità delle Forze di autodifesa e approfondendo la cooperazione con gli Stati Uniti. “Oggi il Giappone affronta l’ambiente di sicurezza più grave e complesso dalla fine della Seconda guerra mondiale”, ha dichiarato. “Per proteggere la vita pacifica del nostro popolo – inclusi gli abitanti di Yonaguni – dobbiamo rafforzare le capacità delle Forze di autodifesa”.
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