Myanmar: arrestati quasi 1.600 stranieri in retate contro centri di truffe online

Nov 25, 2025 - 00:47
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Myanmar: arrestati quasi 1.600 stranieri in retate contro centri di truffe online

La giunta militare del Myanmar ha reso noto oggi, 23 novembre, di aver arrestato quasi 1.600 cittadini stranieri nel corso di cinque giorni, nell’ambito di una vasta operazione contro il centro di truffe online di Shwe Kokko, situato lungo il confine con la Thailandia. Secondo il comunicato, le retate sono state condotte tra il 18 e il 22 novembre. Nelle regioni di confine del Myanmar, colpite da anni di conflitto, proliferano da tempo vere e proprie “fabbriche di frodi” che ospitano gruppi organizzati impegnati in truffe sentimentali e commerciali, un settore criminale che genera profitti stimati in decine di miliardi di dollari l’anno. La giunta militare è stata a lungo accusata di ignorare la crescita dell’industria illecita, ma secondo gli analisti ha intensificato i controlli dallo scorso febbraio, dopo le pressioni esercitate da Pechino, principale sostenitore militare del regime. Osservatori indipendenti ritengono che le retate avviate a partire da ottobre siano in parte una manovra di facciata, orchestrata per attenuare le pressioni della Cina senza intaccare in modo significativo i profitti delle milizie alleate alla giunta. Secondo il quotidiano statale “The Global New Light of Myanmar”, “1.590 cittadini stranieri entrati illegalmente nel Paese sono stati arrestati” nel corso delle operazioni a Shwe Kokko. Le autorità hanno inoltre sequestrato 2.893 computer, 21.750 telefoni cellulari, 101 ricevitori satellitari Starlink, 21 router e un grande quantitativo di materiali industriali destinati alle attività di frode e gioco d’azzardo online. Secondo “The Global New Light of Myanmar”, il 22 novembre sono state arrestate 223 persone accusate di partecipare alle attività di frode e gioco d’azzardo a Shwe Kokko, tra cui 100 cittadini cinesi. Immagini diffuse da media locali mostrano un rullo compressore distruggere centinaia di monitor allineati, accanto a cumuli di telefoni già frantumati nel complesso del centro di truffe. Advertisement Dalla presa del potere della giunta nel 2021, che ha innescato una guerra civile, i centri per le truffe — gestiti sia da lavoratori reclutati volontariamente sia da persone trafficate dall’estero — si sono moltiplicati nelle aree di confine scarsamente controllate. La Cina, pur rimanendo un attore chiave nel sostegno militare al regime, appare sempre più irritata per la diffusione delle truffe che coinvolgono direttamente i suoi cittadini. Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, solo nel 2023 le vittime nel sud-est e nell’Asia orientale sono state ingannate per un totale fino a 37 miliardi di dollari, mentre l’ammontare globale sarebbe “molto più elevato”.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.