Il Marocco accelera sulla strategia del Gnl per la futura infrastruttura del gas
Il ministero marocchino della Transizione energetica e dello Sviluppo sostenibile ha compiuto un nuovo passo nella costruzione della futura infrastruttura nazionale del gas, avviando la fase di preselezione per l’affidamento di una Floating Storage and Regasification Unit (Fsru), nave specializzata che immagazzina, trasporta e converte il gas naturale liquefatto (Gnl) per la consegna alle reti terrestri, fungendo da alternativa mobile ai tradizionali terminali di importazione via terra. L’unità, destinata al terminal di Gnl di Nador West Med, rappresenta un elemento chiave del sistema di importazione che dovrà alimentare, già nei prossimi anni, il mercato marocchino in rapida espansione. Secondo quanto reso noto dal dicastero, l’operatore che si aggiudicherà l’affidamento potrà essere incaricato anche della realizzazione di alcune attrezzature di superficie – tra cui bracci di carico e impianti di connessione – che verranno poi trasferite a una struttura pubblica prima dell’entrata in funzione. L’investimento previsto per questa prima componente del progetto, che sarà connesso direttamente al gasdotto Maghreb-Europa (Gme), è stimato in 273 milioni di dollari. Parallelamente, il ministero ha pubblicato un secondo bando internazionale per la prequalifica delle società interessate a progettare, costruire, finanziare e gestire un nuovo corridoio di gasdotti. La prima tratta collegherà il porto di Nador West Med al Gme, per poi essere estesa verso due dei principali poli industriali del Paese, Kénitra e Mohammedia. L’iniziativa ha suscitato un forte interesse: oltre 80 operatori hanno già segnalato la volontà di partecipare alla selezione. L’intero programma è incardinato nella legge 86-12 sui partenariati pubblico-privato, modello scelto dal governo per attirare capitale privato e know-how internazionale. Per questa fase, il costo complessivo ammonta a 681,2 milioni di dollari: 638,7 milioni destinati alla dorsale Gme–Mohammedia e 42,5 milioni per una rete secondaria che servirà le aree industriali di Kénitra e Mohammedia. L’avvio del terminal Gnl è fissato al 2027, una scadenza cruciale in vista dell’impennata dei consumi nazionali. Il fabbisogno marocchino, oggi attorno a 1,2 miliardi di metri cubi l’anno, è destinato a toccare gli 8 miliardi già nel 2027 grazie alla conversione a gas di diverse centrali, al dinamismo del settore industriale e alla progressiva uscita da carbone e fioul (olio combustibile). Le proiezioni indicano che la domanda potrebbe raggiungere i 12 miliardi di metri cubi al 2030, rendendo necessario un secondo punto di approdo per il Gnl lungo la costa atlantica, con Mohammedia e Jorf Lasfar tra le opzioni in esame. Una terza piattaforma è allo studio nella regione di Dakhla per accompagnare lo sviluppo del Sud. Una short-list di candidati selezionati sarà definita entro il primo trimestre del 2026, preludio alla pubblicazione del bando ristretto. Il corridoio che unisce Nador West Med, il Gme, Mohammedia e i principali poli produttivi rappresenta la prima tessera della futura dorsale nazionale del gas: un’infrastruttura pensata per garantire approvvigionamenti stabili alle industrie, supportare la transizione energetica delle centrali termiche e creare continuità tra i terminal marittimi e la rete esistente. Con un investimento totale che sfiora i 954 milioni di dollari, questa prima fase segna un salto di qualità nella politica energetica del Marocco e prepara il terreno alla nascita di un vero mercato nazionale del gas.
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