Il paradosso degli sprechi alimentari in Kenya, 9 milioni di tonnellate di alimenti persi all’anno

Sep 18, 2025 - 03:19
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Il paradosso degli sprechi alimentari in Kenya, 9 milioni di tonnellate di alimenti persi all’anno

Nonostante un quarto dei keniani fatichi ogni giorno a procurarsi abbastanza cibo, il Paese spreca quasi 9 milioni di tonnellate di alimenti all’anno, pari al 40% della produzione agricola. Lo rivela uno studio del World Resources Institute (Wri) Africa, intitolato “Perdite e sprechi alimentari nelle filiere di mais, patate, frutta fresca e pesce in Kenya 2025”. Il documento fornisce una mappatura unica delle perdite alimentari nelle principali filiere del Paese dell’Africa orientale. I dati sono allarmanti: oltre un terzo del mais e del pesce prodotti in Kenya viene perso prima di raggiungere i consumatori, così come più della metà della frutta fresca, tra cui mango, avocado e banane. Le patate, alimento base in molte contee, registrano un tasso di perdita del 23%. “Queste perdite non sono solo uno spreco di risorse, ma compromettono direttamente la sicurezza alimentare, i redditi dei piccoli produttori e la resilienza climatica del Paese”, ha dichiarato Beryl Ajwang, ricercatrice del Wri e coautrice del rapporto, durante la presentazione dello studio all’Africa Food Systems Forum 2025 (Afsf) a Diamniadio, in Senegal. Le perdite di mais immagazzinato, citate come esempio, possono costituire una minaccia per la sicurezza nazionale, mentre le inefficienze nelle catene di approvvigionamento privano le imprese di profitti e i consumatori di prodotti nutrienti e accessibili. Il rapporto sottolinea anche la frammentazione dei dati disponibili: “Esistono solo pochi studi isolati sulle perdite di banane, patate o mais, e coprono segmenti limitati delle catene del valore. Le perdite in azienda, durante il trasporto o lo stoccaggio rimangono in gran parte invisibili”, ha spiegato Ajwang, secondo cui questa mancanza di informazioni ostacola lo sviluppo di politiche pubbliche efficaci e impedisce una mobilitazione adeguata da parte delle autorità e dei partner del Kenya. Per affrontare l’emergenza, il Wri propone una strategia su tre fronti: migliorare i sistemi di monitoraggio e raccolta dati, ampliare l’uso di tecnologie e innovazioni comprovate e rafforzare il coordinamento delle politiche a tutti i livelli. Attualmente le perdite alimentari sono stimate in 72 miliardi di scellini kenioti (475,9 milioni di euro). Una riduzione del 50% permetterebbe di sfamare oltre 7 milioni di persone ogni anno, immettere 36 miliardi di scellini (237,9 milioni di euro) nell’economia nazionale e ridurre le emissioni di carbonio di oltre 7 milioni di tonnellate.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.