Il Parlamento incoraggia Kosovo e Serbia a portare avanti le riforme per l'adesione all'UE
In due relazioni adottate ieri in serata, gli eurodeputati hanno valutato i progressi compiuti dal Kosovo e dalla Serbia nei loro sforzi per entrare nell'Unione europea nel 2023 e nel 2024, facendo notare che il Kosovo ha compiuto notevoli passi avanti nelle riforme elettorali, nella tenuta economica e nella tutela dei diritti fondamentali, anche se restano ancora incompiuti i passi verso le riforme giudiziarie, la libertà dei media, l'efficienza della pubblica amministrazione e la digitalizzazione dei servizi pubblici. Il dialogo tra Pristina e Belgrado non ha invece prodotto i risultati attesi, osservano i deputati, che chiedono a entrambe le parti di attuare gli accordi di Bruxelles e Ohrid, tra cui l'istituzione dell'Associazione/Comunità dei Comuni a maggioranza serba e la revoca dell'opposizione della Serbia all'adesione del Kosovo alle organizzazioni regionali e internazionali. I deputati affermano inoltre che il Kosovo è stato oggetto di interferenze straniere e campagne di disinformazione, in particolare da parte di Russia e Cina, con l'obiettivo di destabilizzare la regione e minare l'integrazione europea dei Balcani occidentali ed esortano quindi il governo del Kosovo a rafforzare le proprie capacità di contrastare tali minacce. Anche per quanto riguarda la Serbia, il Parlamento prende nota dei progressi nei negoziati, rimarcando però che il Paese ha ancora grandi ostacoli da superare. Belgrado, secondo gli Europarlamentari, deve migliorare il dialogo politico interno, tutelare lo Stato di diritto e attuare riforme anticorruzione, lavorando inoltre per raggiungere un accordo di normalizzazione globale con il Kosovo e allinearsi pienamente alla politica estera dell'UE. Il Parlamento ha quindi invitato le autorità serbe a garantire l'indipendenza delle istituzioni chiave, comprese le autorità di regolamentazione dei media, compresi quelli elettronici, ad attuare pienamente tutte le raccomandazioni in sospeso dell'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani dell'OSCE e degli organismi del Consiglio d'Europa sulla riforma elettorale, ben prima di eventuali nuove elezioni, avvertono i deputati.
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