Il Parlamento incoraggia Kosovo e Serbia a portare avanti le riforme per l'adesione all'UE

Mag 8, 2025 - 13:16
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Il Parlamento incoraggia Kosovo e Serbia a portare avanti le riforme per l'adesione all'UE

In due relazioni adottate ieri in serata, gli eurodeputati hanno valutato i progressi compiuti dal Kosovo e dalla Serbia nei loro sforzi per entrare nell'Unione europea nel 2023 e nel 2024, facendo notare che il Kosovo ha compiuto notevoli passi avanti nelle riforme elettorali, nella tenuta economica e nella tutela dei diritti fondamentali, anche se restano ancora incompiuti i passi verso le riforme giudiziarie, la libertà dei media, l'efficienza della pubblica amministrazione e la digitalizzazione dei servizi pubblici. Il dialogo tra Pristina e Belgrado non ha invece prodotto i risultati attesi, osservano i deputati, che chiedono a entrambe le parti di attuare gli accordi di Bruxelles e Ohrid, tra cui l'istituzione dell'Associazione/Comunità dei Comuni a maggioranza serba e la revoca dell'opposizione della Serbia all'adesione del Kosovo alle organizzazioni regionali e internazionali. I deputati affermano inoltre che il Kosovo è stato oggetto di interferenze straniere e campagne di disinformazione, in particolare da parte di Russia e Cina, con l'obiettivo di destabilizzare la regione e minare l'integrazione europea dei Balcani occidentali ed esortano quindi il governo del Kosovo a rafforzare le proprie capacità di contrastare tali minacce. Anche per quanto riguarda la Serbia, il Parlamento prende nota dei progressi nei negoziati, rimarcando però che il Paese ha ancora grandi ostacoli da superare. Belgrado, secondo gli Europarlamentari, deve migliorare il dialogo politico interno, tutelare lo Stato di diritto e attuare riforme anticorruzione, lavorando inoltre per raggiungere un accordo di normalizzazione globale con il Kosovo e allinearsi pienamente alla politica estera dell'UE. Il Parlamento ha quindi invitato le autorità serbe a garantire l'indipendenza delle istituzioni chiave, comprese le autorità di regolamentazione dei media, compresi quelli elettronici, ad attuare pienamente tutte le raccomandazioni in sospeso dell'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani dell'OSCE e degli organismi del Consiglio d'Europa sulla riforma elettorale, ben prima di eventuali nuove elezioni, avvertono i deputati.

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Filippo Giuffrida Ha cominciato la sua carriera giornalistica nel 1982, come giornalista presso Radio Riviera Tre. Dal 1989 collabora con Radio One e con l'agenzia stampa Hi News. Nel 1994 si è trasferito a Bruxelles come corrispondente per l'agenzia L’Altra News. Nel 2003 ha fondato l'agenzia stampa DSPRESS ed è stato nominato Redattore capo della rivista L'Incontro, nel 2010 ha assunto la direzione del periodico mensile La Lettre B. Direttore dell'Istituto Europeo di Studi Giuridici e di Comunicazione, dal febbraio 2019 è il corrispondente da Bruxelles dell'agenzia giornalistica 9 Colonne, diretta da Paolo Pagliaro. Membro fondatore di ITACA, è il direttore di RadioCom.tv, la prima web-radio in lingua italiana destinata alle comunità italiane all'estero, un progetto sostenuto dal Ministero degli Esteri. Nel 2013 ha vinto il Michel Vanderborght Award nella categoria giornalismo e nel 2020 ha vinto il Radnoty Award nella categoria giornalismo. È uno degli autori del libro "Lettere dall'Europa" e degli editorialisti del periodico quindicinale Patria Indipendente. Filippo Giuffrida è il pronipote dello scrittore e giornalista Leonida Rèpaci e del giornalista e politico Ottavio Pastore, che fu il primo direttore de l'Unità. Ex Presidente del Comitato Provinciale dell'ANPI del Belgio, è il Vicepresidente della FIR, Federazione Internazionale dei Resistenti.