In 40 anni crolla l’uso del dialetto in famiglia, ma cresce la conoscenza dell’inglese

Feb 11, 2026 - 00:08
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In 40 anni crolla l’uso del dialetto in famiglia, ma cresce la conoscenza dell’inglese

In quadro linguistico in evoluzione quello delineato dall’Istat nell’ultimo rapporto sull’uso della lingua italiana, dei dialetti e delle lingue straniere nel nostro Paese. Negli ultimi quaranta anni, si registra un netto calo nell’utilizzo del dialetto, soprattutto in ambito familiare, a vantaggio di una crescente diffusione della lingua italiana e di un ampliamento dell’uso delle lingue straniere, seppur con livelli di conoscenza ancora contenuti. Secondo i dati aggiornati al 2024, l’uso esclusivo o prevalente del dialetto in famiglia si è drasticamente ridotto, passando dal 32% nel 1988 al 9,6% nel 2024. Questo fenomeno riflette una trasformazione culturale profonda, con quasi la metà della popolazione di 6 anni e più (48,4%) che parla solo o prevalentemente italiano in tutti i contesti relazionali, dai rapporti familiari alle interazioni con estranei. In particolare, il 53,6% degli italiani usa prevalentemente l’italiano in famiglia, mentre solo il 38% continua a utilizzare il dialetto in questo ambito. L’uso del dialetto si mantiene tuttavia più radicato nelle relazioni di prossimità: il 35,5% lo adopera tra amici, mentre l’uso nei rapporti con estranei si riduce al 13%. L’uso esclusivo del dialetto è limitato e circoscritto principalmente alla cerchia familiare e amicale, con appena il 2,3% della popolazione che ne fa uso in tutti i contesti relazionali. Parallelamente alla diminuzione dell’uso del dialetto, si segnala un significativo aumento della diffusione delle lingue straniere. Il 69,5% della popolazione dichiara di conoscere almeno una lingua straniera, con un incremento di 9,4 punti percentuali rispetto al 2015. L’inglese rimane la lingua straniera più diffusa, conosciuta dal 58,6% degli italiani, seguito dal francese (33,7%) e dallo spagnolo (16,9%). Tuttavia, nonostante questo aumento, i livelli di competenza linguistica rimangono bassi: oltre la metà della popolazione (56,2%) dichiara un livello massimo “sufficiente” nella lingua straniera che conosce meglio. È significativo anche il dato relativo all’uso delle lingue straniere nei diversi contesti: circa il 10,1% parla un’altra lingua in almeno un ambito relazionale, con una grande differenza tra chi ha come lingua madre l’italiano (3,1%) e chi è madrelingua straniera (69,1%). I dati dell’Istat confermano quindi una trasformazione profonda nel panorama linguistico italiano, che vede un progressivo abbandono dei dialetti tradizionali a favore di una maggiore permeabilità verso l’italiano standard e le lingue straniere, elementi fondamentali per la comunicazione nella società contemporanea.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.