In sei coinvolti nella morte di Fakir, il pm applica lo 'scudo'
Quelli che si stanno comportando in modo criminale a Bologna sono amici di chi sta tentando di negare verità e giustizia per Fakir. Il dolore della sorella, soccorsa per un malore, è chiarissimo. La strumentalizzazione becera e violenta, al termine della manifestazione, è un evento a orologeria che costituisce un attacco alla famiglia di Fakir che ha chiesto più volte calma, educazione e rispetto". Lo dice l'avvocato Fabio Anselmo, per i familiari del 42enne. "Questa è una ferita che viene inflitta alla famiglia, rispetto alla quale non può non esprimere solidarietà alle forze dell'ordine che vi sono in questo momento impegnate". Lancio di una bomba carta dai manifestanti in piazza Roosevelt a Bologna, davanti a Prefettura e Questura, con gli agenti in tenuta anti sommossa che hanno reagito caricando, con idranti e lancio di lacrimogeni. I manifestanti hanno staccato le protezioni dei finestrini dei blindati e le hanno lanciate contro i mezzi della polizia. La norma dello 'scudo', contenuta nell'ultimo decreto sicurezza, tanto voluto dalla Lega e dal centrodestra, viene utilizzata, tra le prime volte in Italia, nel caso della morte di Abderrahim Fakir, avvenuta ieri nel rione popolare Pilastro, durante un intervento della polizia, mentre era ammanettato a terra. Per chiarire le cause del decesso del 42enne di origini marocchine, la Procura guidata da Paolo Guido ha iscritto un procedimento nell'apposito registro 'modello' 45 bis, "nei confronti di quanti hanno preso parte alle diverse fasi del prolungato intervento". Si tratta di sei persone: i due poliziotti e i quattro operatori sanitari che appaiono nelle immagini del video che ha fatto il giro del mondo, con Fakir steso a terra ammanettato e i due agenti sopra di lui che lo tengono fermo: il capopattuglia ha 5 anni di servizio, l'altro due. In serata al Tg1 il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha però sottolineato che quello applicato agli agenti "non è uno scudo penale, ma la giusta collocazione di un caso all'interno di un'iscrizione in un registro apposito, voluto da una legge del governo Meloni: riguarda persone che sembrano aver partecipato a un fatto con la presenza di una causa di giustificazione". E "chi ha espressioni pregiudizialmente contrarie alle forze di polizia non ha fiducia in queste, né nella magistratura. È un episodio molto documentato da bodycam e altre riprese fatte". L'ipotesi di reato è omicidio colposo. Nel video si vedono anche alcuni cittadini, in particolare uno che aiuta gli agenti a bloccare le gambe di Fakir, ma al momento nei loro confronti non risultano iscrizioni. Gli accertamenti che la Procura ha avviato, affidandoli alla squadra Mobile, "terranno conto dell'intero sviluppo dei fatti - di più ampia estensione temporale rispetto al video sino ad ora diffuso in rete, pure acquisito da quest'ufficio - e dell'intervento degli operatori sia delle forze dell'ordine sia del personale sanitario", ha spiegato Guido. Anche le immagini della bodycam indossata dal capopattuglia saranno analizzate dagli inquirenti. La Mobile sta acquisendo le telefonate degli agenti, le comunicazioni radio e sentendo richiedenti e persone presenti durante le fasi concitate che hanno portato alla morte di Fakir. Quando hanno chiesto aiuto al 118, i poliziotti intervenuti in via Svevo, avrebbero segnalato un uomo alle prese con una crisi psichiatrica.
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