La Bolivia potrebbe rescindere i contratti multimiliardari firmati con Russia e Cina per l’estrazione del litio

Ago 29, 2025 - 00:18
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La Bolivia potrebbe rescindere i contratti multimiliardari firmati con Russia e Cina per l’estrazione del litio

La Bolivia rischia di rimettere in discussione i contratti multimiliardari per l’estrazione del litio firmati con Russia e Cina. Il candidato presidenziale Jorge Quiroga, giunto al ballottaggio del 19 ottobre con il 26,7 per cento dei voti, ha annunciato che intende annullare gli accordi conclusi dal governo uscente di Luis Arce con la sussidiaria russa della holding russa dell’energia atomica Rosatom, Uranium One, e con la cinese Cbc (società del gruppo Catl), del valore complessivo di circa 2 miliardi di dollari. Gli accordi, siglati nel 2023-2024, prevedevano non solo l’estrazione di carbonato di litio nel Salar de Uyuni – la più grande distesa salata al mondo – ma anche la sua trasformazione industriale in batterie. La mossa rappresenterebbe un duro colpo per Mosca, che considera il progetto con la Bolivia strategico per ridurre la dipendenza dalle importazioni di batterie agli ioni di litio dalla Cina, pari oggi al 60 per cento. Nonostante la Russia sia al quinto posto al mondo per riserve di litio, la produzione industriale interna è praticamente nulla e l’avvio di un impianto nella regione di Murmansk non è previsto prima del 2031. La cancellazione dei contratti lascerebbe quindi Mosca priva di alternative concrete nel medio periodo, oltre a segnare un arretramento della sua presenza economica e politica in America Latina. Per la Bolivia, che possiede circa 21 milioni di tonnellate di riserve e fa parte con Cile e Argentina del cosiddetto “triangolo del litio” che concentra fino al 60 per cento delle risorse mondiali, lo stop agli accordi potrebbe avere conseguenze reputazionali e legali, scoraggiando futuri investimenti e privando il Paese delle tecnologie necessarie per completare la filiera delle batterie. Allo stesso tempo, entrambi i candidati al ballottaggio – Quiroga e il centrista Rodrigo Paz – appaiono orientati a rafforzare i rapporti con Stati Uniti e Unione Europea, pur con approcci diversi, segnando una potenziale svolta geopolitica. Il presidente uscente Luis Arce ha già avvertito che gli accordi sul litio potrebbero non sopravvivere al cambio di governo. In gioco non c’è soltanto il futuro della cooperazione con Russia e Cina, ma la capacità della Bolivia di collocarsi come partner credibile nella corsa globale a una materia prima decisiva per la transizione energetica.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.