L’Algeria lancia una nuova gara per l’esplorazione sugli idrocarburi, sette blocchi in quattro regioni
L’Algeria rilancia la strategia di sviluppo del settore energetico con il lancio di una nuova gara internazionale per l’assegnazione di sette perimetri esplorativi di petrolio e gas, nell’ambito della legge sugli idrocarburi del 2019. L’iniziativa è stata presentata dall’Agenzia nazionale per la valorizzazione delle risorse di idrocarburi (Alnaft) e riguarda aree distribuite nel sud e sud-est del Paese, tra le principali province petrolifere del Sahara algerino. In particolare, i blocchi si trovano nelle regioni di Ouargla e Touggourt, nel cuore del bacino di Oued Mya – una delle aree più produttive del Paese – e nelle province di Illizi, al confine con Libia e Niger, ed El Bayadh, nell’entroterra occidentale ai margini del deserto. Secondo quanto illustrato dall’agenzia, la procedura entrerà nella fase operativa dal primo giugno 2026, quando le compagnie interessate potranno accedere alla documentazione tecnica, alle presentazioni e alle sessioni di consultazione dei dati. Questa fase si protrarrà fino al 31 ottobre 2026, mentre la scadenza per la presentazione delle offerte è fissata al 26 novembre. La firma dei contratti è prevista entro il 31 gennaio 2027. La gara si caratterizza per un marcato orientamento verso il petrolio: cinque dei sette blocchi sono dedicati esclusivamente a risorse petrolifere, mentre i restanti due includono anche il gas. Il modello contrattuale di riferimento è quello della condivisione della produzione, utilizzato per attrarre operatori internazionali e migliorare sia il recupero nei campi maturi sia l’attività esplorativa. Tra i perimetri più rilevanti figura “Illizi Centrale 1”, un’area di oltre 7.400 chilometri quadrati con scoperte già accertate di petrolio e gas. Le stime indicano risorse significative, con potenziali aggiuntivi superiori a 23 miliardi di metri cubi di gas e oltre 64 milioni di barili di petrolio. Nel bacino di Oued Mya, il blocco “Mazayed Nord” presenta prospettive rilevanti, con risorse petrolifere stimate fino a oltre 500 milioni di barili e un potenziale esplorativo ancora in fase di definizione. Il sito “Birma 2”, situato in prossimità del confine con la Tunisia, è invece orientato al rilancio della produzione in campi maturi attraverso tecniche di recupero avanzato. Altri blocchi, tra cui “Est Bordj Omar Idriss 1” e “Hadjira 3”, combinano sviluppo di scoperte esistenti e nuove attività esplorative, con una presenza significativa di gas nel primo caso. Completano il portafoglio “Benoud Est”, nella regione di El Bayadh, e “Tinerkouk Sud”, nell’area di Touggourt, entrambi caratterizzati da ampi margini di sviluppo. Il presidente di Alnaft, Samir Bekhti, ha evidenziato che i blocchi assegnati nella precedente gara del 2024 stanno entrando nella fase esecutiva, dopo l’approvazione dei programmi di lavoro e degli studi ambientali, con le prime attività di perforazione previste nel corso del 2026. L’iniziativa si inserisce nel più ampio sforzo di Algeri per attrarre investimenti esteri e valorizzare il proprio potenziale estrattivo, in un contesto segnato da una domanda energetica sostenuta e dalla necessità di mantenere elevati i livelli di produzione. La legge del 2019 ha introdotto condizioni contrattuali più flessibili rispetto al passato, con l’obiettivo di rendere il Paese più competitivo nei confronti dei principali mercati energetici regionali e internazionali.
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