L’Unione Europea sanziona coloni israeliani estremisti e organizzazioni attive in Cisgiordania
Il Consiglio dell’Unione Europea ha adottato oggi nuove sanzioni contro quattro organizzazioni e tre individui israeliani accusati di gravi violazioni dei diritti umani nei confronti della popolazione palestinese in Cisgiordania. Le misure rientrano nel regime globale europeo di sanzioni sui diritti umani e prevedono congelamento dei beni e divieto di ingresso nell’Unione Europea. Tra i soggetti colpiti figura il movimento dei coloni Nachala e la sua direttrice Daniella Weiss, accusati di favorire l’espulsione forzata di palestinesi e la creazione di avamposti illegali su terreni privati. Sanzionate anche l’organizzazione Regavim e il suo direttore Meir Deutsch, accusati di promuovere demolizioni di proprietà palestinesi, compresa una scuola finanziata dall’UE vicino a Betlemme. Colpite inoltre l’organizzazione Hashomer Yosh e la cooperativa Amana, considerate coinvolte nel sostegno logistico e finanziario a insediamenti e avamposti collegati a episodi di violenza contro comunità palestinesi. Con queste nuove designazioni salgono a 136 le persone e a 41 le entità colpite dalle sanzioni europee nell’ambito del regime globale sui diritti umani.
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