Mali: attacchi nel nord e nella capitale, coordinamento ribelli tuareg-jihadisti. Ucciso il ministro della Difesa

Apr 28, 2026 - 00:39
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Mali: attacchi nel nord e nella capitale, coordinamento ribelli tuareg-jihadisti. Ucciso il ministro della Difesa

Proseguono in Mali gli attacchi coordinati lanciati ieri da diversi gruppi armati. Esplosioni e sparatorie sono state segnalate a Bamako, la capitale, e nel sobborgo di Kati, sede di una base militare, nonché a Gao e nelle città centrali di Sevare e Mopti. Gli scontri sono ripresi oggi a Kidal, nel nord, dove il Fronte di liberazione dell’Azawad (Fla) dei ribelli tuareg sostiene di aver raggiunto un “accordo” sul ritiro dei militari russi dell’Africa Corps, che supportano le forze armate maliane: secondo l’Fla, che rivendica il controllo della città, i militari russi starebbero lasciando il Campo 2 di Kidal. Il capo della giunta militare al governo del Mali, Assimi Goita, è stato evacuato da Kati dopo l’attacco di ieri e trasferito in un luogo sicuro. Uno dei membri della giunta è rimasto ferito: è stato colpito da due proiettili, che sono stati estratti ieri sera in una clinica della capitale. “Rfi”, inoltre, sulla base di fonti militari e della famiglia, conferma la morte del ministro della Difesa Sadio Camara, bersaglio di un attentato suicida con un camion che ha colpito la sua abitazione. Nell’attentato sono stati uccisi anche una delle sue mogli, due figli piccoli e diversi civili. I militari russi dell’Africa Corps a Kidal hanno “respinto quattro attacchi massicci contro la postazione principale, nonché contro le postazioni del perimetro difensivo esterno”, attacchi sferrati da un migliaio di militanti “dotati di oltre 20 veicoli corazzati da combattimento, più di 80 pick-up, droni Fpv e mortai, e operanti con il supporto di istruttori ucraini”. Lo riferisce un comunicato dell’Africa Corps. Secondo la nota, “in un solo giorno sono stati distrutti: con fuoco di artiglieria e mortai, 12 pick-up con personale e armi, per un totale stimato fino a 50 militanti” e “32 combattenti negli scontri a fuoco”. “Diversi avamposti sono stati evacuati; alcune unità si sono riorganizzate e ritirate verso posizioni più favorevoli all’interno dell’insediamento”, prosegue l’Africa Corps spiegando che “il gruppo corazzato del distaccamento è stato parzialmente accerchiato dai militanti durante la giornata e, insieme ai soldati dell’esercito maliano, ha distrutto quattro pick-up con personale e armi”. “Uno degli avamposti ha combattuto per tutta la giornata in completo accerchiamento, separato dalle forze principali a una distanza di sei chilometri, distruggendo sei pick-up con equipaggiamento militare; un pick-up è stato catturato insieme ad armi e munizioni”, precisa il comunicato. Gli attacchi, iniziati ieri e ripresi oggi in varie località del Paese, sono stati sferrati dal Fronte di liberazione dell’Azawad dei ribelli tuareg in coordinamento con i jihadisti del Gruppo per il sostegno dell’Islam e dei musulmani (Jnim). L’Fla ha rivendicato il controllo della città di Kidal e sostenuto di aver raggiunto un “accordo” sul ritiro dell’Africa Corps dal Campo 2. Il portavoce del Fronte di liberazione dell’Azawad, Elmaouloud Ramadane, ha parlato all’emittente britannica “Bbc” del “coordinamento” con i jihadisti del Gruppo per il sostegno dell’Islam e dei musulmani. “Lavoravamo a questa operazione da molto tempo, in modo ben pianificato e, di fatto, in collaborazione”; “è difficile trovare una soluzione senza la loro partecipazione, e c’è stato coordinamento”, ha detto Ramadane. Il portavoce ha aggiunto che “tutti i punti di accesso di Gao sono caduti, ma gli accampamenti dell’esercito sono rimasti intatti”. Anche il gruppo Jnim, in un comunicato, ha confermato che gli attacchi facevano parte di un’operazione congiunta con l’Fla. Secondo fonti dell’emittente, l’Fla si è concentrato principalmente sulle città del nord, mentre Jnim sferrava attacchi simultanei in altre aree. Un comandante sul campo dell’Fla coinvolto nell’assalto a Kidal ha dichiarato alla “Bbc” che il gruppo si stava preparando all’offensiva “da mesi” e che ora punta a “controllare Gao” per poi “far cadere Timbuctù”. L’esercito del Mali ha dichiarato di combattere quelli che ha definito “gruppi terroristici”, che sarebbero stati “sconfitti” con “diverse centinaia” di morti. A Bamako sono stati istituiti posti di blocco sulle strade che conducono all’aeroporto ed è stato imposto il coprifuoco dalle 21 alle 6 (ora locale) per le prossime tre notti. Il Mali è governato da una giunta militare filorussa guidata dal generale Assimi Goita, che ha preso il potere con un colpo di stato nel 2020 in un contesto critico per la sicurezza, per l’azione dei ribelli tuareg e dei militanti islamisti.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.