Mare e laghi sempre più in sofferenza, colpa della crisi climatica e della maladepurazione
Mare e laghi sempre più in sofferenza, colpa della crisi climatica e della maladepurazione. E’ il risultato che arriva dal bilancio finale di ‘Goletta Verde’ e ‘Goletta dei Laghi’ del 2026, le due campagne di Legambiente che ogni anno effettuano un monitoraggio di mare e bacini lacustri. In base ai dati dell’analisi su 391 campionamenti effettuati dai volontari di Legambiente sulle acque marine e lacustri in 19 regioni “ben il 34% è risultato oltre i limiti di legge per inquinamento, ossia oltre 1 campione su 3”. Inoltre emerge che “la maladepurazione è un problema diffuso nel Paese, che conta ad oggi conta ancora 514 agglomerati urbani, corrispondenti a oltre 14 milioni di abitanti equivalenti, che scaricano in maniera non conforme”. La situazione non sembra quindi cambiata rispetto a quella degli anni precedenti. Secondo Legambiente – che cita i dati del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica su richiesta di accesso civico effettuato a luglio 2026 – a pesare sullo stato di salute del mare e dei bacini lacustri sono “in primis la maladepurazione e la crisi climatica che rende il Mediterraneo sempre più caldo mentre i laghi vanno in secca”. Lo stato di salute del nostro mare e dei laghi – osserva Legambiente – sono “la cartina tornasole delle grandi questioni irrisolte dell’Italia”. Il risultato di Goletta conferma “l’urgenza di agire sulle cause all’origine, a partire dalla maladepurazione colmando anche i ritardi dell’Italia”. Sul Paese pesano “quattro procedure di infrazione in corso per il mancato rispetto della direttiva europea sulle acque reflue urbane (91/271): fino ad oggi le prime due sono costate oltre 200 milioni di euro. In più, con la nuova direttiva acque reflue (2024/3019), gli impianti dovranno adattarsi ai nuovi requisiti, una spesa che è stata stimata tra i 645 milioni e 1,5 miliardi di euro solo per gli impianti di maggiori dimensioni”. Per questo per Legambiente è “urgente avviare un efficientamento degli impianti di depurazione delle acque reflue urbane stanziando maggiori risorse, lavorare sul collettamento degli scarichi non depurati e contrastare gli sversamenti illegali nelle acque superficiali”. Oltre a queste proposte Legambiente chiede “un Piano nazionale per la depurazione che riveda la direttiva quadro sulla balneazione con attenzione ai punti dei monitoraggi, insieme ad un potenziamento delle campagne di informazione e di sensibilizzazione”. Il dato generale dei campionamenti è “purtroppo in linea con quello dello scorso anno e che non registra miglioramenti”. Foci di fiumi, canali, e torrenti si confermano punti critici. Tra i punti peggiori, la foce del Musone nelle Marche, quella di Aci Trezza in Sicilia, e il Lago di Sabaudia quest’ultimo con 3 prelievi su 3 risultati “fortemente inquinati”. Tra le buone notizie l’avvistamento di un gruppo di 7 capodogli nel santuario dei Cetacei, in navigazione verso la Liguria da dove 40 anni fa la Goletta salpò in difesa di mare e coste. E il rinnovato gemellaggio con ‘Puliamo il Mondo’, a Polignano a Mare, in Puglia, dove a fine luglio Goletta Verde insieme ai sub locali ha recuperato sul fondale sabbioso circa 30 pneumatici abbandonati.
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