Montagne in equilibrio: il Parco delle Alpi Liguri unisce pastori e tutela della fauna
La convivenza tra le attività tradizionali della montagna e il ritorno dei grandi predatori rappresenta una delle sfide più complesse e dibattute del nostro tempo. A offrire una prospettiva innovativa e concreta è il Parco delle Alpi Liguri, guidato dal presidente Renato Adorno. L'ente ha scelto la via del dialogo e della sostenibilità, avviando una virtuosa collaborazione con la CIA (Confederazione Italiana Agricoltori). Il cuore di questo nuovo corso è la difesa attiva ma non cruenta degli allevamenti ovini dai lupi, un tema che da mesi infiamma il mondo rurale. La soluzione individuata punta sull'innovazione ecologica attraverso l'impiego di barriere olfattive biologiche, costituite da sostanze naturali repellenti. Questi particolari dispositivi creano un perimetro di sicurezza invisibile attorno ai pascoli, allontanando i predatori senza arrecare alcun danno agli animali selvatici. Si tratta di un cambio di paradigma culturale e pratico: passare dalla contrapposizione frontale a una coesistenza possibile e rispettosa. Tuttavia, la salvaguardia della pastorizia montana deve fare i conti con un'altra emergenza climatica e ambientale altrettanto drammatica: la siccità. Il prolungarsi dei periodi di scarsità idrica sta mettendo a dura prova i pascoli di quota, riducendo drasticamente le risorse vitali per il bestiame. La tenuta economica delle aziende agricole locali rischia così di cedere sotto il peso di una crisi idrica sempre più frequente e devastante. Per scongiurare questo pericolo, l'amministrazione del Parco si sta mobilitando con tempestività per intercettare fondi e contributi dedicati. L'obiettivo primario è convogliare risorse economiche fresche direttamente a favore dei Comuni e dei pastori, trasformandole in opere tangibili. Tra gli interventi prioritari figurano la realizzazione e il potenziamento di infrastrutture idriche adeguate a rifornire le zone montane più isolate. Garantire la disponibilità d'acqua negli alpeggi significa infatti assicurare la sopravvivenza del bestiame e difendere il reddito delle famiglie rurali. Allo stesso tempo, preservare la presenza dei pastori e delle greggi in quota costituisce un presidio umano insostituibile per l'intero territorio. I pastori svolgono un ruolo di manutenzione quotidiana del paesaggio che nessun macchinario o intervento burocratico potrebbe mai sostituire pienamente. La cura costante dei prati e dei pascoli montani previene l'abbandono dei suoli e riduce in modo significativo i rischi di dissesto idrogeologico. L'esperienza avviata nelle Alpi Liguri dimostra che la tutela della biodiversità e la sopravvivenza economica non sono obiettivi tra loro alternativi. Al contrario, rappresentano le due facce della stessa medaglia per il futuro e la salvaguardia delle aree protette del nostro Paese. Integrare le esigenze dell'uomo con la salvaguardia della natura è la chiave di volta per restituire vitalità e futuro alle nostre montagne.
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