Mosca accusa di favoreggiamento del terrorismo il fondatore di Telegram Pavel Durov
Il cofondatore di Telegram, Pavel Durov, è stato incriminato in Russia con l’accusa di favoreggiamento di attività terroristica ed è stato inserito nella lista dei ricercati internazionali. Lo ha reso noto il Centro per le relazioni pubbliche del Servizio federale di sicurezza russo (Fsb). “Il responsabile amministrativo di Telegram, Pavel Durov, è stato incriminato nell’ambito di un procedimento penale ai sensi dell’articolo 205.1, comma 1.1, del codice penale russo ed è stato inserito nella lista dei ricercati internazionali”, ha dichiarato l’Fsb. Secondo i servizi di sicurezza russi, l’amministrazione di Telegram non avrebbe rimosso numerosi canali, chat e bot utilizzati, a giudizio di Mosca, dai servizi segreti ucraini e da organizzazioni terroristiche ed estremiste per preparare e coordinare atti di sabotaggio, attentati, omicidi di massa e frodi informatiche in Russia. L’Fsb sostiene che tali attività abbiano provocato vittime, tra cui donne e bambini, e ingenti danni materiali.
Nel 2018 un tribunale ne ordinò il blocco dopo il rifiuto della società di fornire ai servizi di sicurezza gli strumenti necessari ad accedere ai messaggi cifrati degli utenti. Il divieto, rivelatosi in larga parte inefficace, fu revocato nel 2020. Nel febbraio 2026 Mosca ha aperto una nuova indagine contro Durov, accusando Telegram di essere utilizzato per attività terroristiche, sabotaggi e operazioni riconducibili ai servizi ucraini. Durov ha respinto le contestazioni, presentandole come un tentativo di comprimere la libertà di espressione e la riservatezza delle comunicazioni. Durov vive prevalentemente a Dubai e possiede, oltre a quella russa, anche la cittadinanza francese, emiratina e di Saint Kitts e Nevis. Al di fuori della Russia ha inoltre problemi giudiziari in Francia, dove nell’agosto 2024 è stato arrestato e successivamente incriminato nell’ambito di un’inchiesta sulla presunta insufficiente collaborazione di Telegram nel contrasto ad attività criminali commesse attraverso la piattaforma.
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