Nato, Financial Times: gli Stati Uniti valutano l’allargamento del dispiegamento di armi nucleari in Europa

Giu 3, 2026 - 00:24
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Nato, Financial Times: gli Stati Uniti valutano l’allargamento del dispiegamento di armi nucleari in Europa

Gli Stati Uniti stanno discutendo la possibilità di dispiegare armi nucleari in ulteriori Paesi europei della Nato, in una mossa volta a rassicurare gli alleati sul fatto che una riduzione del sostegno militare convenzionale non indebolirebbe le garanzie di sicurezza statunitensi. Lo riferisce in esclusiva il quotidiano britannico “Financial Times”, citando tre fonti informate sui colloqui, secondo cui funzionari dell’amministrazione presidenziale Usa hanno espresso l’apertura a nuovi dispiegamenti oltre agli attuali sei Paesi che ospitano velivoli in grado di condurre attacchi con armi nucleari. Le discussioni, definite altamente riservate e non necessariamente destinate a produrre modifiche agli accordi di condivisione nucleare, avvengono in un contesto di crescente preoccupazione in Europa per le decisioni del presidente Donald Trump di ritirare truppe e sistemi d’arma critici dal Vecchio continente. L’eventuale ampliamento consentirebbe ad altri Paesi di ospitare velivoli statunitensi dotati di armi nucleari. Secondo due delle fonti citate, l’apertura degli Stati Uniti a queste discussioni mira a mostrare l’impegno di Washington a garantire l’ombrello nucleare, mentre gli alleati europei vengono spinti, in particolare in ambito Nato, ad assumere una quota maggiore dell’onere per quanto concerne la difesa convenzionale. I Paesi del fianco orientale della Nato, tra cui Polonia e Stati baltici, sarebbero interessati a ospitare basi per velivoli a doppia capacità. Varsavia, in particolare, ha già espresso pubblicamente il desiderio di ospitare armi nucleari statunitensi, mentre quest’anno ha aderito anche a un’iniziativa promossa dal presidente Emmanuel Macron per valutare il possibile trasferimento temporaneo di elementi della deterrenza nucleare francese in Paesi alleati europei. Secondo una fonte, le discussioni sono in corso attraverso i canali della Nato e gli alleati più vicini ai confini russi hanno mostrato il maggiore interesse, anche alla luce dell’invasione russa dell’Ucraina e dei ripetuti riferimenti del presidente Vladimir Putin alle capacità nucleari di Mosca. Una seconda fonte ha tuttavia precisato che un accordo per ampliare la capacità nucleare statunitense in Europa non si può definire come imminente. Il programma di condivisione nucleare della Nato coinvolge attualmente Belgio, Germania, Italia, Paesi Bassi, Turchia e Regno Unito, tutti Paesi autorizzati a ospitare velivoli a doppia capacità e bombe nucleari statunitensi “forward-deployed”, custodite da personale Usa e utilizzabili solo previa autorizzazione di Washington. Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha affermato il mese scorso che, pur in presenza di un maggiore orientamento statunitense verso altri teatri, “la deterrenza e la difesa complessive in Europa devono restare le stesse”.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.