Nel porto di Anversa-Bruges crescono solo i rotabili
Nel primo trimestre di quest'anno il traffico delle merci nel sistema portuale Anversa-Bruges è ammontato a 65,5 milioni di tonnellate, con un calo del -3,2% sullo stesso periodo del 2025 che - ha rilevato l'authority del porto belga - va contestualizzato sia relativamente al confronto con un inizio del 2025 quando la ristrutturazione delle alleanze delle compagnie marittime del settore dei container aveva generato elevati volumi in entrata sia relativamente agli effetti dell'indebolimento delle esportazioni dall'Europa occidentale. L'autorità portuale ha ricordato, inoltre, che l'inizio del 2026 è stato caratterizzato da condizioni meteorologiche estreme, con una tempesta di neve e un prolungato periodo di freddo a gennaio seguiti da forti tempeste nel Golfo di Biscaglia sino a metà febbraio che hanno interrotto le operazioni sia marittime che terminalistiche. A ciò si è aggiunto uno sciopero di quattro giorni contro la riforma delle pensioni. Nei primi tre mesi del 2026 il solo traffico containerizzato nel porto belga ha registrato una diminuzione del -5,5% scendendo a 36,3 milioni di tonnellate per 3,4 milioni di contenitori teu movimentati (-2,6%). Più accentuata la flessione delle merci convenzionali che hanno totalizzato due milioni di tonnellate, con una diminuzione del -7,9% causata principalmente - ha specificato l'ente portuale - dal calo delle esportazioni di acciaio verso mercati chiave come Stati Uniti, Messico e Canada, nonché dell'entrata in vigore lo scorso primo gennaio del Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alle Frontiere (CBAM). I rotabili, con 5,4 milioni di tonnellate, hanno segnato una crescita del +5,3% che - ha spiegato l'authority - è stata trainata da maggiori volumi di veicoli nuovi e attrezzature pesanti, mentre il traffico ro-ro a corto raggio continua a risentire degli effetti dell'applicazione al trasporto marittimo del sistema di scambio di quote di emissioni ETS dell'UE, in particolare sulle tratte più lunghe. In aumento è risultata anche la movimentazione di auto nuove con circa 900mila mezzi (+8,7%). Nel settore delle rinfuse, i carichi liquidi sono rimasti stabili essendosi attestati a 18,5 milioni di tonnellate, con un lieve rialzo del +0,2% sostenuto da una forte performance a marzo, mentre le rinfuse secche sono calate del -4,9% a 3,3 milioni di tonnellate a causa, tra l'altro, della riduzione dei volumi di fertilizzanti e dell'azzeramento del traffico di carbone. L'authority portuale belga ha evidenziato che questi trend sono influenzati dalle mutate condizioni di mercato, dai cambiamenti nelle materie prime, dall'anticipazione del divieto di importazione di gas naturale liquefatto russo da parte dell'Europa, nonché dalle tensioni geopolitiche e dalle dinamiche di mercato come la backwardation. Così come ha rilevato l'Autorità Portuale di Rotterdam relativamente al porto olandese, anche per il porto di Anversa-Bruges l'impatto diretto del conflitto in atto in Medio Oriente è risultato limitato nel primo trimestre del 2026, con il calo del -12% delle importazioni e del -49% delle esportazioni da e verso il Golfo Persico verificatosi nel periodo che è in gran parte attribuibile alle interruzioni delle operazioni dovute alle condizioni meteorologiche avverse. L'authority belga ha precisato che, tuttavia, dalla fine di marzo i primi effetti sono diventati visibili: l'ultima nave per il trasporto di gas naturale liquefatto proveniente dal Qatar è arrivata a Zeebrugge il 23 marzo e le compagnie hanno modificato i loro programmi di navigazione spostandosi verso porti alternativi in Medio Oriente e nel Mediterraneo orientale. Attualmente - ha osservato l'ente - l'impatto più significativo del conflitto e del blocco dello Stretto di Hormuz è indiretto, attraverso l'aumento dei prezzi dell'energia e dei carburanti, con aumenti dei costi di bunkeraggio e dei trasporti che indeboliscono ulteriormente la competitività dell'industria europea.
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