New York Times: gli Usa non escludono la cattura di Raul Castro in stile Maduro
Alti funzionari Usa non escludono la possibilità di catturare l’ex leader cubano Raul Castro con un’operazione simile a quella avvenuta lo scorso 3 gennaio per la cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro. Lo riferisce il “New York Times”, che cita fonti dell’amministrazione statunitense, secondo cui Washington avrebbe usato accuse federali come pretesto per invadere il Venezuela e catturare il presidente Maduro, aggiungendo che non è ancora chiaro se Washington abbia in programma un’operazione simile a Cuba. L’articolo cita anche altre fonti vicine all’amministrazione, secondo le quali un tentativo di catturare Castro potrebbe non essere approvato, ma una simile minaccia potrebbe essere sufficiente a esercitare pressione sulle autorità dell’isola. Il direttore della Cia, John Ratcliffe, ha visitato L’Avana giovedì scorso e ha incontrato funzionari del ministero dell’Interno cubano, secondo quanto dichiarato dal governo di L’Avana. Il presidente cubano Miguel Diaz-Canel, interrogato su possibili dimissioni sotto la pressione degli Stati Uniti, ha affermato che l’idea di una resa è estranea ai rivoluzionari cubani e che Cuba non ritiene appropriati i paragoni con il Venezuela a causa delle differenze nello sviluppo storico e politico dei due Paesi. In precedenza fonti informate citate dall’emittente televisiva “Cnn” avevano riferito che il dipartimento di Giustizia Usa starebbe lavorando per ottenere un’incriminazione penale a carico dell’ex presidente cubano Raul Castro, fratello di Fidel Castro, oggi 94 enne. I procuratori federali starebbero esaminando diverse possibili accuse, tra cui quelle legate all’abbattimento nel 1996 di due aerei dell’organizzazione anticastrista “Brothers to the Rescue”, episodio in cui morirono quattro persone, inclusi tre cittadini statunitensi. Se un gran giurì approverà il procedimento, l’incriminazione potrebbe essere annunciata già la prossima settimana. L’iniziativa sarebbe stata promossa dal procuratore federale della Florida meridionale Jason Reding Quinones, anche se alcuni magistrati avrebbero espresso dubbi sulla solidità delle prove disponibili. Parlamentari repubblicani cubano-americani chiedono da tempo un’azione giudiziaria contro Castro. In una lettera inviata lo scorso febbraio all’allora procuratrice generale Pam Bondi, i parlamentari sostenevano che esistano registrazioni radio che indicherebbero come Raul Castro, allora ministro della Difesa cubano, abbia ordinato personalmente l’abbattimento dei velivoli nello spazio aereo internazionale. La vicenda si inserisce nel contesto di rapido deterioramento dei rapporti tra Washington e L’Avana. Gli Stati Uniti accusano Cuba di collaborare con Stati ostili e di ospitare strutture militari e di intelligence straniere, accuse respinte dal governo cubano. Giovedì il direttore della Central Intelligence Agency (Cia), John Ratcliffe, si è recato a Cuba per incontri con funzionari locali. Secondo L’Avana, la delegazione cubana ha ribadito che il Paese “non costituisce una minaccia” per la sicurezza nazionale statunitense e ha chiesto la rimozione dalla lista degli Stati sponsor del terrorismo. Parallelamente, l’amministrazione del presidente Usa Donald Trump ha intensificato l’embargo economico contro Cuba. Lo scorso gennaio Washington ha interrotto le forniture petrolifere provenienti dal Venezuela, principale fornitore energetico dell’isola, aggravando ulteriormente la crisi economica cubana. Le Nazioni Unite hanno messo in guardia dal rischio di un possibile “collasso umanitario”.
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