New York Times: Khamenei istruisce i collaboratori in caso venisse ucciso

Feb 25, 2026 - 00:52
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New York Times: Khamenei istruisce i collaboratori in caso venisse ucciso

La guida suprema dell’Iran, ayatollah Ali Khamenei, ha istruito i suoi più stretti collaboratori su come comportarsi nel caso in cui venga ucciso in potenziali attacchi statunitensi o israeliani, delineando piani di emergenza che includono ordini di successione a più livelli e catene di comando alternative. Lo ha riferito il quotidiano statunitense “New York Times”. Al culmine delle proteste di massa verificatesi in Iran a gennaio e con le crescenti minacce di un’azione militare degli Stati Uniti, Khamenei ha promosso il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, il 67enne Ali Larijani, a un ruolo centrale di governo, ponendolo di fatto alla guida degli affari di Stato, secondo “New York Times”. Da allora, Larijani ha supervisionato la repressione delle proteste, gestito la diplomazia dei negoziati sul nucleare con Washington e si è coordinato con alleati tra cui Russia, Qatar e Oman, secondo quanto appreso dal quotidiano da funzionari iraniani di alto livello, membri dei pasdaran ed ex diplomatici. Nell’ultimo mese, infatti, il capo del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale si è recato dapprima in Russia, dove ha avuto un incontro al Cremlino con il presidente russo Vladimir Putin, e successivamente in Oman e in Qatar, nell’ambito delle consultazioni regionali nel contesto delle tensioni con gli Usa. Secondo “New York Times”, inoltre, Larijani – politico veterano ed ex comandante dei pasdaran – sta guidando la pianificazione per un’eventuale guerra con gli Usa. Khamenei avrebbe inoltre definito più livelli di successori per i principali incarichi militari e politici e delegato l’autorità decisionale a un ristretto cerchio interno nel caso in cui le comunicazioni venissero interrotte o lui venisse assassinato. Teheran, secondo fonti iraniane citate da “New York Times”, sta lavorando con la convinzione che le operazioni Usa siano imminenti e inevitabili, nonostante i negoziati sul nucleare. L’Iran, si legge sul quotidiano, ha posto le sue forze armate in stato di massima allerta, ha posizionato sistemi missilistici vicino all’Iraq e lungo il Golfo Persico, e ha condotto esercitazioni militari in preparazione a un possibile conflitto. Per quanto riguarda la questione di chi gestirà il Paese se Khamenei e altri responsabili dovessero essere uccisi, secondo tre funzionari iraniani citati da “New York Times”, Larijani – uno dei più fidati gestori di crisi della guida suprema – è in cima alla lista, seguito dal generale Mohammed Ghalibaf, presidente del Parlamento, e anche dall’ex presidente Hassan Rohani, nonostante quest’ultimo sia stato in gran parte estromesso dalla cerchia dell’ayatollah Khamenei. Tuttavia, Larijani non potrebbe succedere a Khamenei come guida suprema perché non è un alto chierico sciita, una qualifica fondamentale per il ruolo.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.