Oltre 200 arresti a Manila dopo le proteste anti-corruzione, il sindaco: Tra i sospettati anche ex politici
La polizia di Manila ha arrestato 212 persone, tra cui 89 minori – 24 dei quali di età pari o inferiore a 12 anni – in seguito agli scontri scoppiati ieri, 21 settembre, durante una manifestazione anti-corruzione nella capitale filippina. Lo ha reso noto oggi il distretto di polizia di Manila (Mpd). Secondo il portavoce della Mpd, maggiore Philipp Ines, i minori fermati saranno affidati al Dipartimento per il benessere sociale e lo sviluppo, mentre nei confronti degli adulti saranno presentate diverse denunce penali, tra cui incendio doloso, aggressione, lesioni personali e danneggiamento di proprietà. Le autorità hanno precisato che sono in corso indagini per identificare i gruppi o gli individui che avrebbero orchestrato gli incidenti. Il sindaco di Manila, Francisco “Isko Moreno” Domagoso, ha dichiarato che tra i sospettati figurano agitatori provenienti da diverse città limitrofe, inclusi ex politici, avvocati e membri della comunità sino-filippina, mentre il ministro dell’Interno Jonvic Remulla ha riferito che il governo sta valutando, in coordinamento con il ministero della Giustizia, la possibilità di classificare alcuni gruppi come organizzazioni terroristiche o “anarchiche”. Gli scontri hanno provocato 95 feriti tra gli agenti, 17 dei quali ricoverati in ospedale. Le autorità hanno smentito l’uso di armi da fuoco durante la dispersione, ma hanno denunciato episodi di particolare violenza, come incendi di pneumatici e veicoli e aggressioni a poliziotti, tra cui quella ripresa in un video virale a Mendiola. La Commissione per i diritti umani delle Filippine (Chr) ha condannato le violenze e assicurato assistenza legale, in particolare ai minori coinvolti, sottolineando la necessità che sia garantito il dovuto processo.
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