Otto Paesi arabi e islamici esprimono preoccupazione per la situazione umanitaria a Gaza

Jan 6, 2026 - 00:31
Jan 2, 2026 - 17:34
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Otto Paesi arabi e islamici esprimono preoccupazione per la situazione umanitaria a Gaza

I ministri degli Esteri di Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Indonesia, Pakistan, Turchia, Arabia Saudita e Qatar hanno espresso la loro profonda preoccupazione per il deterioramento della situazione umanitaria nella Striscia di Gaza. In un comunicato congiunto, i ministri degli otto Paesi arabi e islamici hanno sottolineato che la situazione nell’enclave palestinese è aggravata da condizioni meteorologiche “avverse, dure e instabili”, nonché dalla “continua mancanza di un adeguato accesso umanitario, dalla grave carenza di forniture essenziali salvavita e dalla lentezza dell’arrivo di materiali necessari per il ripristino dei servizi di base e la creazione di alloggi temporanei”. Le parti hanno sottolineato che le condizioni meteorologiche avverse “hanno messo a nudo la fragilità delle attuali condizioni umanitarie per quasi 1,9 milioni di persone e famiglie sfollate che vivono in rifugi inadeguati”. “Campi allagati, tende danneggiate, crolli di edifici danneggiati ed esposizione a temperature rigide, unite alla malnutrizione, hanno aumentato significativamente i rischi per la vita dei civili, anche a causa di epidemie, soprattutto tra bambini, donne, anziani e persone con vulnerabilità mediche”, si legge nel comunicato.

I ministri degli otto Paesi arabi e musulmani hanno elogiato gli “instancabili sforzi” di tutte le organizzazioni e agenzie delle Nazioni Unite, in particolare dell’Unrwa, nonché delle Ong umanitarie internazionali, nel continuare ad assistere i civili palestinesi e a fornire assistenza “in circostanze estremamente difficili e complesse”. Le parti hanno esortato Israele a garantire che le Nazioni Unite e le Ong siano in grado di operare a Gaza e in Cisgiordania “in modo duraturo, prevedibile e senza restrizioni”. Inoltre, hanno ribadito il pieno sostegno alla risoluzione 2803 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e al piano di pace del presidente statunitense Donald Trump. Sottolineando che la popolazione palestinese ha già “sopportato prolungate sofferenze”, i ministri degli Esteri di Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Indonesia, Pakistan, Turchia, Arabia Saudita e Qatar hanno riaffermato l’importanza di “avviare un percorso credibile verso l’autodeterminazione”. In questo contesto, i ministri hanno sottolineato “l’urgente necessità di avviare e intensificare immediatamente gli sforzi di ripresa tempestiva, compresa la fornitura di alloggi durevoli e dignitosi per proteggere la popolazione dalle rigide condizioni invernali”.

Gli otto ministri degli Esteri hanno poi invitato la comunità internazionale a “rispettare le proprie responsabilità legali e morali” e a “fare pressione su Israele, in quanto potenza occupante, affinché elimini immediatamente le restrizioni all’ingresso e alla distribuzione di beni essenziali, tra cui tende, materiali per ripari, assistenza medica, acqua pulita, carburante e servizi igienico-sanitari”. I rappresentanti degli otto Paesi arabi e islamici hanno concluso il comunicato congiunto chiedendo “un accesso immediato, completo e senza ostacoli degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza, senza alcuna ingerenza, la riabilitazione delle infrastrutture e degli ospedali, e l’apertura del valico di Rafah in entrambe le direzioni, come previsto dal piano globale del presidente Trump”.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.