Panama: il quotidiano filo-cinese di Hong Kong attacca per la terza volta l’accordo Hutchison-BlackRock

Mar 27, 2025 - 05:50
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Panama: il quotidiano filo-cinese di Hong Kong attacca per la terza volta l’accordo Hutchison-BlackRock

La Cina ha nuovamente espresso il proprio disappunto nei confronti della società di Hong Kong CK Hutchison per l’accordo sulla vendita a un consorzio guidato dal fondo statunitense BlackRock delle sue operazioni portuali, in particolare a Panama, con il terzo articolo critico verso l’affare pubblicato dal quotidiano “Ta Kung Pao”, espressione del Partito comunista cinese a Hong Kong. Lo riferisce il “South China Morning Post”. L’articolo, intitolato “Le pratiche commerciali che ignorano gli interessi nazionali finiranno per distruggere le proprie fondamenta”, accusa il conglomerato del magnate hongkonghese Li Ka-shing di aver ceduto i porti sotto coercizione statunitense, definendo la decisione “miope” e dannosa per la Cina. Le critiche, rilanciate dagli uffici per gli affari di Hong Kong e Macao e dall’ufficio di collegamento del governo centrale, giungono a pochi giorni dalle indiscrezioni secondo cui CK Hutchison sarebbe pronta a finalizzare, entro il 2 aprile, la vendita delle sue attività portuali globali al consorzio guidato da BlackRock, di cui fa parte anche Terminal Investment, gruppo con sede in Svizzera che fa capo alla compagnia marittima Msc di Gianluigi Aponte.

L’accordo, dal valore di 23 miliardi di dollari, prevede che CK Hutchison incassi 19 miliardi di dollari in contanti e riguarda 43 porti container in 23 Paesi, tra cui Balboa e Cristobal, ai due estremi del Canale di Panama. Il presidente statunitense Donald Trump aveva salutato l’intesa come una vittoria per Washington, affermando che gli Stati Uniti stavano “riprendendo il controllo” del canale. Nei giorni scorsi, “Ta Kung Pao” aveva già pubblicato due editoriali critici, ripresi dagli organi cinesi: il primo descriveva la vendita come un “tradimento di tutto il popolo cinese”, mentre il secondo avvertiva che gli imprenditori che scelgono di “danzare con gli americani” non avranno futuro, anche in caso di affari redditizi.

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Giò Barbera Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il suo primo pezzo, da album dei ricordi, l’aveva scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti radiofoniche come Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure. E' direttore del portale areamediapress.com e di Radiocom.tv