Pechino condanna avvio dei negoziati sui confini marittimi tra Giappone e Filippine: “Illegali e nulli”
La Cina condanna l’avvio dei negoziati sulla delimitazione dei confini marittimi tra Giappone e Filippine, definendoli “completamente illegali e nulli”. La portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Mao Ning, ha dichiarato in conferenza stampa che l’area oggetto dei negoziati si trova a est di Taiwan, dove Pechino rivendica la propria zona economica esclusiva e i diritti sulla piattaforma continentale in base al diritto interno e internazionale. “L’avvio non autorizzato di questi cosiddetti negoziati di delimitazione marittima da parte di Giappone e Filippine viola gravemente i diritti e gli interessi marittimi della Cina”, ha affermato Mao, aggiungendo che la mossa viola anche la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (Unclos), e che Pechino ha presentato formali proteste diplomatiche a entrambi i governi. “La Cina dichiara solennemente che i cosiddetti ‘negoziati di delimitazione’ non avranno assolutamente alcun effetto sui diritti, le rivendicazioni o l’esercizio dei nostri legittimi interessi”, ha concluso la portavoce. La disputa è emersa all’indomani del vertice di Tokyo tra la premier giapponese Sanae Takaichi e il presidente filippino Ferdinand Marcos Junior, durante il quale i due Paesi hanno concordato di elevare i legami bilaterali a partenariato strategico globale, rafforzando la cooperazione in settori quali economia, sicurezza e condivisione di informazioni di intelligence. Le due parti hanno inoltre concordato di avviare negoziati per un patto di condivisione dell’intelligence e di accelerare i colloqui sul trasferimento di cacciatorpediniere di scorta classe Abukuma e altri armamenti alle Filippine. Giappone e Filippine non condividono confini marittimi diretti, ma le rispettive rivendicazioni sulla piattaforma continentale estesa oltre le 200 miglia nautiche potrebbero sovrapporsi. Tokyo rivendica Okinotori, nell’estremo sud del Paese, come isola con diritto a una zona economica esclusiva, ma Pechino e Seul contestano che l’atollo soddisfi la definizione di isola ai sensi dell’Unclos. I due Paesi — entrambi alleati degli Stati Uniti — hanno rafforzato la cooperazione bilaterale anche in risposta alle crescenti incertezze sull’impegno di Washington per la sicurezza regionale.
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