Prima condanna in Svezia per genocidio tramite trasferimento forzato di bambini
La Corte d'Appello di Svea in Svezia ha confermato una condanna a 12 anni di carcere nei confronti di una cittadina svedese, nel primo caso al mondo di genocidio basato sul trasferimento forzato di minori in Siria e Iraq. La donna si era unita all’ISIS nel 2013 e aveva portato con sé la propria famiglia in Siria. È stata giudicata colpevole di genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra. Il caso ha coinvolto una stretta cooperazione internazionale tra Svezia, Francia, Paesi Bassi e Belgio tramite una squadra investigativa congiunta supportata da Eurojust e dal Genocide Prosecution Network, che ha contribuito a identificare l’autrice dei crimini. La sentenza è storica perché stabilisce un precedente legale per i casi di genocidio in cui i bambini sono vittime principali, confermando anche la condanna per genocidio attraverso gravi sofferenze, comprendente schiavitù, imposizione di restrizioni culturali e religiose e conversioni forzate. Il verdetto è stato tradotto in più lingue e inserito nel database internazionale sui crimini contro l’umanità per supportare futuri procedimenti penali contro i responsabili di crimini simili.
Qual è la tua reazione a questa notizia?