Quasi 500 morti e 1.400 dispersi dopo le inondazioni tra Nepal e Tibet

Ago 28, 2026 - 07:39
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Quasi 500 morti e 1.400 dispersi dopo le inondazioni tra Nepal e Tibet

Le squadre di soccorso giovedì hanno avanzato nel fango alla ricerca di oltre 1.400 persone disperse, dopo che improvvise inondazioni e frane hanno colpito il confine tra Nepal e Tibet. Il bilancio delle vittime è salito ancora, a 472, con interi villaggi spazzati via. Gli esperti hanno avvertito del rischio di nuove inondazioni, a un giorno di distanza dalla devastante parete di acqua gelida e fango, simile a uno tsunami, che ha cancellato cittadine intere sotto una colata di detriti, inghiottendo case, distruggendo ponti e dighe e trascinando via i veicoli come fossero giocattoli. Molti dei dispersi sono turisti stranieri, tra cui escursionisti nel Paese himalayano, oltre a decine di pellegrini indù diretti al sacro Monte Kailash, innevato, in Tibet. Lo US Geological Survey(Usgs) ha dichiarato che la catastrofe è stata causata dal collasso di un ghiacciaio, che ha innescato un enorme flusso di detriti ghiacciati. Il cambiamento climatico sta provocando lo scioglimento dei ghiacciai in tutto il mondo, aumentando il rischio di piene dei laghi glaciali e di collassi dei ghiacciai. Le squadre di emergenza erano impegnate in una corsa contro il tempo per trarre in salvo i sopravvissuti dalle zone colpite, mentre i soldati nepalesi usavano cani da fiuto per cercare i corpi sepolti sotto la coltre soffocante di detriti. "È un gigantesco cimitero", ha raccontato all'agenzia Afp Omkar Joshi, un doganiere nepalese di 35 anni salvato da una collina nella città di confine di Timure.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.