Sahara occidentale: bozza Usa, autonomia sotto il Marocco è “unica soluzione praticabile”

Ott 26, 2026 - 00:40
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Sahara occidentale: bozza Usa, autonomia sotto il Marocco è “unica soluzione praticabile”

Gli Stati Uniti propongono al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di riconoscere l’autonomia del Sahara occidentale sotto sovranità marocchina come unica soluzione praticabile alla controversia e di porre fine, entro il 30 aprile 2027, alla componente di mantenimento della pace della missione Onu nel territorio. Sono i due passaggi centrali della prima bozza americana di risoluzione sul Sahara occidentale, datata 20 ottobre e diffusa dalla stampa marocchina, tra cui “Le Desk”, “Le 360”, “Ya Biladi”. Il documento, sottoposto ai membri del Consiglio di sicurezza in vista del rinnovo del mandato della Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara occidentale (Minurso), segna un ulteriore irrigidimento dell’orientamento favorevole alla proposta di Rabat. Si tratta tuttavia di una versione iniziale, ancora suscettibile di modifiche durante i negoziati tra i membri del Consiglio, chiamato a pronunciarsi entro la fine del mese. Il progetto prevede innanzitutto di eliminare il riferimento al referendum dalla denominazione della Minurso, che diventerebbe Missione delle Nazioni Unite per il Sahara occidentale (Minuso). Il mandato di mantenimento della pace terminerebbe il 30 aprile 2027, mentre dal primo maggio la presenza dell’Onu proseguirebbe sotto forma di missione politica speciale, con scadenza fissata al 31 ottobre dello stesso anno. La bozza chiede inoltre di ridurre di almeno il 50 per cento il personale in uniforme autorizzato entro il 31 gennaio 2027 e di procedere alla chiusura o all’accorpamento di alcune postazioni sul territorio. Entro il 15 dicembre 2026, il segretario generale dovrebbe presentare proposte dettagliate sulla struttura e sulle risorse della nuova missione. Il testo sollecita anche l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati a completare entro sei mesi la registrazione della popolazione rifugiata nei campi di Tindouf, in Algeria. Sul piano politico, la formulazione americana introduce una differenza sostanziale rispetto alla risoluzione 2797 del 2025. Quest’ultima aveva indicato nell’autonomia un possibile esito maggiormente praticabile del negoziato, mantenendo il riferimento a una soluzione politica reciprocamente accettabile e conforme al principio di autodeterminazione. La nuova bozza afferma invece che un’autonomia effettiva sotto sovranità marocchina costituisce “l’unica soluzione praticabile” e chiede alle parti di negoziare utilizzando la proposta di Rabat come “unica base”. Gli Stati Uniti rivendicano così un ruolo centrale accanto all’inviato personale del segretario generale, Staffan de Mistura, dopo i tre cicli di colloqui svoltisi nei primi mesi dell’anno a Washington e Madrid tra Marocco, Fronte Polisario, Algeria e Mauritania. Il documento conserva nel preambolo il richiamo all’autodeterminazione e prevede consultazioni con rappresentanti della popolazione sahrawi nel territorio, nei campi profughi e nella diaspora, senza tuttavia indicare una procedura attraverso cui gli interessati possano esprimersi sull’eventuale accordo finale. Proprio questo aspetto costituisce uno dei nodi ancora aperti. Come ricostruito da “Agenzia Nova” il 14 ottobre, gli sforzi diplomatici condotti sotto l’egida delle Nazioni Unite hanno preso in considerazione un modello di autogoverno effettivo, accompagnato da garanzie internazionali, una consultazione significativa della popolazione sahrawi e un possibile coinvolgimento del Fronte Polisario nelle future istituzioni autonome. La bozza americana non affronta nel dettaglio questi meccanismi. Anche il calendario previsto per la Minurso si discosta dalla raccomandazione contenuta nel rapporto del primo ottobre del segretario generale António Guterres, che aveva chiesto di prorogare la missione per un altro anno, fino al 31 ottobre 2027. Guterres aveva sottolineato l’importanza delle attività di osservazione militare per evitare un’escalation delle ostilità in assenza di un accordo politico condiviso. La reazione del Fronte Polisario è stata immediata. In una lettera inviata ieri alla presidente di turno del Consiglio di sicurezza, l’ambasciatrice greca Aglaia Balta, il rappresentante del movimento presso le Nazioni Unite, Sidi Mohamed Omar, ha contestato la bozza statunitense, sostenendo che anticiperebbe l’esito dei negoziati e comprometterebbe il diritto all’autodeterminazione della popolazione sahrawi. Il Polisario ha avvertito che, qualora il documento fosse approvato senza modifiche sostanziali, potrebbe ritirarsi dall’intero processo di pace. La minaccia evidenzia la delicatezza delle trattative al Consiglio di sicurezza, dove la versione presentata dagli Stati Uniti costituisce il punto di partenza di un negoziato il cui esito resta aperto.

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Redazione Giornalista iscritto all’elenco dei “Professionisti” dal 2003. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Liguria dal 1991 come pubblicista fino al 2003 quando ha superato l’esame a Roma per passare ai professionisti. Il primo pezzo, da album dei ricordi, l'ho scritto sul ‘Corriere Mercantile’ (con l’edizione La Gazzetta del Lunedì) nel novembre del 1988. Fondato nel 1824, fu una delle più longeve testate italiane essendo rimasto in attività fino al luglio del 2015. Ha collaborato per 16 anni con l’agenzia Ansa, ma anche con Agi, Adnkronos, è stato corrispondente della Voce della Russia di Radio Mosca, quindi ha lavorato con La Repubblica, La Padania, Il Giornale, Il Secolo XIX, La Prealpina, La Stampa e per diverse emittenti televisive e radiofoniche come Telenord, Canale 7, Tele Cupole, Tele Gallinara, TeleRiviera, Radio Riviera 3, Radio Liguria International, Radio Babboleo, Lattemiele, Onda Ligure e Radio Valle Belbo. E' direttore di Radiocom.tv, la testata giornalistica della radio degli italiani nel mondo.