Sahara Occidentale, i media spagnoli: incontri a Madrid tra le parti con il ruolo centrale degli Stati Uniti
Marocco, Fronte Polisario, Algeria e Mauritania avviano da questa domenica a Madrid una nuova fase di consultazioni sul futuro del Sahara Occidentale, con il coinvolgimento diretto degli Stati Uniti. Lo riferisce il quotidiano spagnolo “El Confidencial”. Secondo la testata, gli incontri si terranno presso la sede diplomatica statunitense in Spagna e riuniranno i capi delegazione delle quattro parti: il ministro degli Esteri marocchino Nasser Bourita, il suo omologo algerino Ahmed Attaf, il ministro degli Esteri mauritano Mohamed Salem Ould Merzoug e il rappresentante del Fronte Polisario Mohamed Yeslem Beissat. Ai lavori parteciperà anche l’inviato speciale delle Nazioni Unite per il Sahara Occidentale, Staffan de Mistura.
“El Confidencial” riferisce che le consultazioni fanno seguito a un precedente incontro svoltosi nelle scorse settimane a Washington e si inseriscono in una fase di maggiore attivismo diplomatico degli Stati Uniti sul dossier sahariano. Secondo il quotidiano, l’amministrazione del presidente Donald Trump avrebbe inserito la questione tra le proprie priorità, anche su impulso dell’inviato speciale per l’Africa Massad Boulos, sostenitore della proposta marocchina di autonomia.
Rabat arriverebbe a Madrid con una versione ampliata del proprio piano di autonomia per il Sahara Occidentale, evoluto rispetto alla proposta presentata nel 2007, con l’obiettivo di rafforzarne l’architettura istituzionale. Sul fronte opposto, Algeria e Fronte Polisario resterebbero ancorati al quadro di riferimento delle Nazioni Unite, ribadendo il principio del referendum di autodeterminazione previsto dagli accordi del 1991. Secondo la ricostruzione del quotidiano spagnolo, Algeri continua a sostenere che qualsiasi processo negoziale debba fondarsi sulle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e sul diritto dei popoli all’autodeterminazione, mentre il Polisario insiste sulla necessità di una consultazione diretta della popolazione saharawi. La scelta di Madrid come sede degli incontri sarebbe stata assunta su iniziativa statunitense, senza un coinvolgimento diretto delle autorità spagnole nell’organizzazione.
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