Malesia-India: Anwar e Modi rilanciano il partenariato strategico, firmati oltre dieci accordi intergovernativi
Malesia e India hanno concordato l’8 febbraio di rafforzare la cooperazione in ambito commerciale, nella connettività, nella sicurezza alimentare e nel digitale, al termine dei colloqui tra il primo ministro malesiano Anwar Ibrahim e l’omologo indiano Narendra Modi a Putrajaya. La visita di due giorni di Modi – la prima all’estero del 2026 e la prima in Malesia per il capo del governo di Nuova Delhi, che aveva saltato il vertice dell’Associazione delle nazioni del sud-est asiatico (Asean) nell’ottobre 2025 – s’inserisce nel quadro della strategia indiana volta a consolidare i legami con il sud-est asiatico, mentre Kuala Lumpur punta ad ampliare il proprio partenariato strategico ed economico in una fase di crescente incertezza regionale e globale. In conferenza stampa congiunta, Anwar ha affermato che le relazioni bilaterali devono andare oltre i risultati conseguiti finora, esprimendo l’auspicio che l’interscambio possa superare gli attuali 18,59 miliardi di dollari registrati nel 2025. Il premier ha inoltre annunciato il sostegno della Malesia all’apertura di un nuovo consolato indiano nello Stato di Sabah. I colloqui hanno affrontato anche temi regionali e internazionali, inclusa la guerra in Ucraina e i conflitti in Medio Oriente, in particolare a Gaza. Anwar ha definito l’incontro “non un semplice scambio diplomatico di routine, ma una discussione tra veri amici”, sottolineando l’impegno di Modi per gli sforzi di pace. Il premier indiano ha evidenziato che, in un contesto di instabilità globale, l’amicizia tra i due Paesi assume un rilievo ancora maggiore e ha ribadito la necessità di un approccio coerente al contrasto del terrorismo, senza eccezioni. La visita ha prodotto risultati concreti, con lo scambio di oltre dieci protocolli d’intesa e note di cooperazione nei settori della formazione tecnica e professionale, dei semiconduttori, della cooperazione digitale, della lotta alla corruzione e della sicurezza. Nel comunicato congiunto, le parti hanno sottolineato l’importanza di rafforzare i collegamenti aerei e marittimi per sostenere l’espansione degli scambi commerciali, degli investimenti e dei flussi tra le popolazioni. Particolare attenzione è stata dedicata alla sicurezza alimentare e alla cooperazione nel commercio di materie prime agricole. I due leader hanno concordato di approfondire la collaborazione nello scambio di beni alimentari di base, nel rispetto delle politiche interne, e di promuovere catene di approvvigionamento stabili, resilienti e sostenibili. Anwar ha ribadito l’impegno della Malesia a restare un fornitore affidabile di olio di palma prodotto in modo sostenibile, principale voce dell’export nazionale, incoraggiando una cooperazione più stretta nella coltivazione della palma da olio. I due Paesi hanno inoltre concordato di incrementare l’uso delle valute locali negli scambi e negli investimenti bilaterali, con le rispettive banche centrali al lavoro su meccanismi per facilitare le transazioni tra ringgit e rupie. Nel 2025 l’interscambio totale ha raggiunto 79,5 miliardi di ringgit (circa 23,6 miliardi di euro). Le esportazioni malesiane verso l’India, pari a 52,3 miliardi di ringgit (circa 15,5 miliardi di euro), sono state trainate da olio di palma e prodotti agricoli derivati, oltre che da beni elettrici ed elettronici. Le importazioni dall’India, per 27,19 miliardi di ringgit (circa 8,1 miliardi di euro), hanno riguardato principalmente prodotti agricoli, derivati del petrolio e sostanze chimiche. L’India è il principale partner commerciale della Malesia in Asia meridionale. Accanto alla dimensione economica, i due leader hanno valorizzato i legami accademici e culturali, considerati il fondamento della relazione bilaterale. È stata accolta con favore l’operatività della cattedra Thiruvalluvar di studi indiani e l’istituzione del Centro Thiruvalluvar presso l’Università Malaya, oltre all’annuncio di borse di studio indiane dedicate a cittadini malesiani. Nel corso di un evento con la diaspora indiana a Kuala Lumpur, Modi ha definito la comunità indiana in Malesia un “ponte vivente” tra i due Paesi, richiamando i legami culturali e gastronomici condivisi e sottolineando che identità e appartenenza trascendono i confini geografici.
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